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Modica. Ritorna la tradizione dei “Santoni”…di Domenico Pisana

Tempo di lettura: 2 minuti

In questi giorni è stato annunciato che è in atto a Modica il recupero di una antica tradizione della festa di San Pietro, quella dei “santoni”, una pratica che affonda le radici nella storia della città. A darne notizia sono stati il parroco della Chiesa di San Pietro Giuseppe Stella e l’associazione Kalicantun, rappresentata da Giuseppe Walter Buscema e da Pierpaolo Ruta. A spiegare le finalità dell’iniziativa è stata la Confcommercio:

“Fare in modo che la festa di San Pietro apostolo possa tornare centrale a Modica – affermano il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, con il presidente sezionale Confcommercio, Giorgio Moncada – per determinare un’azione di recupero dell’identità e della memoria che coinvolge tutti e che ci vedrà impegnati in prima linea. E’ anche un modo per far sì che i cittadini di questa grande realtà possano riacquistare la consapevolezza della propria identità. Insomma, si sta cercando di fare tutto per bene, per il verso giusto. E noi ci siamo”.

Si tratta di una iniziativa sicuramente lodevole dal punto di vista del turismo e della messa in circuito di processi di lavoro per le attività economiche e produttive, ma che questa tradizione dei santoni possa determinare, a livello religioso, un recupero dell’identità e della memoria dei modicani ho delle perplessità.
Ho 66 anni, e nella mia memoria identitaria, non essendo ancora nato, non trovo alcuna conoscenza diretta di queste figure di “santoni”; facendo ricerche e studi storici, si trovano, insieme a filmati. Ricordo solo che negli anni ‘70 il Comune di Modica per festeggiare il patrono della città organizzava il cosiddetto “giugno modicano”, molto sentito e partecipato, ma che poco aveva a che fare con la dimensione religiosa della festa, che veniva curata dalla comunità parrocchiale di San Pietro con in testa l’indimenticabile Mons. Matteo Gambuzza.
La mia impressione è che a Modica si stia determinando un policentrismo devozionale che non mi pare sia colto come l’occasione per un nuova evangelizzazione e una grande opportunità di testimonianza della chiesa locale; rischia, nel rispetto delle buone intenzioni degli organizzatori, di connotarsi come un recupero di tradizioni finalizzato al soddisfacimento di un bisogno religioso del popolo modicano. Si tratta di capire se questo recupero sarà in grado di trasmettere la verità profonda del Vangelo, o se resterà un surrogato che allontana le persone dal messaggio di Gesù Cristo(1).
Il lodevole sostegno economico della Confcomercio può far rivivere la tradizione dei santoni nel suo habitus folklorico – devozionale, ma è compito della Comunità parrocchiale discernere se tale tradizione costituisce una possibilità per i modicani di riscoprire la fede in Gesù , giunta a noi attraverso l’apostolo Pietro, in una circolarità ermeneutica di parola-sacramenti – vita di carità.
Su Facebook si è anche aperto un dibattito con posizioni diverse e contrapposte; mi ha colpito quella del Sig. Riccardo Terranova, che scrive: “Anziché occuparsi di alimentare la Fede dei cristiani con lo studio delle scritture, si preoccupano di riempire le chiese e le piazze per assistere ad un mix dal sapore che va dal carnevalesco al paganesimo. Riesumano pupi riducendo il cattolicesimo ad un mero ” teatro dei pupi” che distoglie l’attenzione dalla Verità”. Scrive invece Simona Pediglieri: “Sono felice che venga ripresa una tradizione di origine spagnola: los gigantes. Fa parte della nostra storia e bisogna ricordare”.
Vedrei importante, dal punto di vista della fede cristiana, riportare all’oggi, insieme alla tradizione dei santoni, tanti accadimenti che, se ripresi, potrebbero determinare un’azione di recupero dell’identità e della memoria nella direzione della vita cristiana dei modicani.
Una tradizione che si potrebbe recuperare, ma riguarderebbe la chiesa nella sua sostanza cittadina, sarebbe quella dell’oratorio salesiano ‘Don Bosco’ , sostenuto dai padri salesiani, che a Modica fu, negli anni ’70-80, un motore invidiabile per la formazione spirituale e culturale della gioventù. Ogni giorno, l’oratorio era frequentato da un centinaio di giovani, e nel giorno festivo il numero raddoppiava. Duole vedere che la struttura vive oggi un’altra storia.
Un’altra tradizione che si potrebbe recuperare è quella della Settimana Teologica che è stata, nella storia del secondo novecento della Parrocchia di San Pietro, un pilastro di formazione con la presenza di importanti teologi italiani.
Aiuterebbe alla memoria ricordare anche che “per iniziativa dell’arciprete mons. Matteo Gambuzza, nella parrocchia San Pietro fu realizzata la prima Casa del catechismo della diocesi Noto, che accoglieva 10 classi. La festa del catechismo era così tenuta in alta considerazione tanto che l’arciprete Gambuzza invitò personalità di rilievo: il Vescovo mons. Calabretta, l’on. E. Guerrieri deputato al Parlamento, il Sindaco, dott. Terranova, il Vicario Foraneo, il presidente della Giunta Parrocchiale e di quella diocesana degli Uomini cattolici”.(2)
Aiuterebbe ancora a rinfrescare la memoria dei modicani pure una delle figure del laicato cattolico femminile che si distinse nella prima metà del Novecento, la giovane professoressa Lina Frasca che si spense all’età di 35 anni nella nostra città, nel 1939:

“La finezza e l’altezza della spiritualità di Lei risultavano limpidissimamente a quanti la conobbero nel suo tratto abituale, sia come Dirigente, nella sua parrocchia di Modica e poi in Diocesi, nella Gioventù Femminile, come insegnante di Filosofia e di Lettere nell’Istituto Magistrale di Modica e poi nel liceo di Roma, sia come Dirigente nella stessa Roma, al Centro Nazionale delle Donne di A.C. Ma quando nel primo decennio della sua morte si poté pubblicare il suo ‘Diario Spirituale’, la figura di lei apparve a tutti in una altezza che, a causa della umiltà di Lei, nessuno aveva immaginato tale.
La città di Modica, veramente orgogliosa di tanto luminosa sua figlia, vide presenti alla sua commemorazione numerosi giovani studenti universitari della FUCI maschile e femminile, ma nelle sue Ill.me Autorità Civili e nel suo largo circolo Laureati di A.C.”(3).

Aiuterebbe i modicani a rafforzare la consapevolezza della propria identità, ricordare che “agli inizi degli anni Sessanta, nella parrocchia San Pietro, il Vescovo mons. Calabretta benedisse il nuovo stendardo del Centro Parrocchiale dell’Apostolato della Preghiera. Pur nella forma interrogativa, si riconosceva che la fioritura di opere nella parrocchia di san Pietro era da ricondurre a questo prezioso lavoro spirituale che l’Apostolato della preghiera svolgeva nella medesima parrocchia”. (4)
La consapevolezza dell’identità troverebbe ancora un segno nel 1966, ricordando che “in occasione del festeggiamento del trentesimo anno del Piccolo Seminario di Modica nel nobiliare palazzo che era stato della Nobil Donna signorina Concettina Papa Polara, fu l’arciprete di san Pietro di Modica, mons. M. Gambuzza, a tratteggiare l’apostolato della signorina Concettina Papa Polara a favore delle missioni, dell’Azione Cattolica, dei ritiri spirituali condotti dai padri Gesuiti per la erezione di due chiese parrocchiali: Sacra Famiglia nella zona rurale e Sant’Elena nella omonima contrada” (5).
E come non riportare all’identità della memoria la conferenza tenuta a Modica dal noto teologo moralista P. Bernhard Haring; “ci fu una partecipazione così numerosa che il salone della chiesa Madre di San Pietro, risultando insufficiente, dovette essere sostituito, e la conferenza si dovette tenere in chiesa, con un dibattito così ampio ed interessante che l’incontro terminò per l’avanzare della notte, probabilmente perché non mancarono osservazioni sulla enciclica di Paolo VI Humanae vitae”. (6)
Con tutto il rispetto per il recupero dei “Santoni”, che se ben orientato può costituire uno strumento di risveglio religioso atteso che nessuno può farsi giudice della fede delle persone, ritengo che possa rafforzare la memoria ricordare che la Parrocchia di San Pietro è stato il centro propulsore di Modica proiettato in un impegno finalizzato all’evangelizzazione del popolo modicano. Ecco alcuni eventi:
– una conferenza del 1966 sul Santo nel salone della chiesa Madre di san Pietro con una presenza qualificata di ex allievi salesiani e dell’on. dott. Magrì (7);

– l’VIII Settimana Teologica di Modica nel 1972 nella Chiesa di San Pietro, alla presenza di trecento persone, tra sacerdoti e laici, con relatore il noto teologo moralista don Enrico Chiavacci che trattò il tema L’impegno morale del cristiano oggi; temi morali molto delicati: etica sessuale ed etica familiare, furono presentati in chiave biblica e personalistica-comunitaria(8);

– la IX Settimana Teologica di Modica del 1975 nella Chiesa di San Pietro, che ebbe come tema L’uomo questo mistero, trattato dal prof. Pietro Aliquò dell’Istituto Teologico San Tommaso di Messina, docente di dommatica. La scelta dell’argomento per la Settimana si mosse su quelle correnti di pensiero che, negando l’antropologia integrale, consideravano l’uomo nella sua espressione fenomenica o nella dimensione prettamente orizzontalistica e materialistica, marxismo compreso (9).

-la XV edizione della Settimana Teologica a Modica dal 17 al 22 Novembre, che ebbe come relatore il noto teologo e biblista don Luciano Pacomio, che trattò il tema: un impegno di vita lieto e crocifisso, alla presenza di ben 600 partecipanti presso la Domus S. Petri(10).

Queste testimonianze delle Settimane teologiche di Modica avevano il loro centro propulsore nella Parrocchia di San Pietro e risentivano del dibattito ecclesiale, culturale e sociale del momento storico. Si trattavano temi che cercavano di proporre un modello di apostolato che coniugasse catechesi, liturgia e promozione umana: la verità accolta, doveva essere celebrata nella liturgia e vissuta a servizio dell’uomo, che era un altro tema della Chiesa italiana. Le edizioni delle Settimane teologiche di Modica diedero, insomma, un qualificato contributo per la crescita culturale e spirituale della Chiesa di Noto. Ricordarle in prossimità delle iniziative per la festa di San Pietro, mi pare necessario, oltre “ai Santoni”, per riacquistare una consapevolezza complessiva d’identità.
Oggi non si può negare che la religiosità popolare, non solo a Modica ma in Italia, muove folle, e rappresenta uno dei più forti “megafoni” su cui essa può contare in questo momento. Il problema è quello di non far diventare queste tradizioni un “luogo folclorico” ma di farle percepire come “spazio teologico” da cui affrontare la nuova evangelizzazione e far nascere comunità in grado di vivere e diffondere la fede. Da sempre la religiosità popolare con tutte le sue tradizioni e gli appesantimenti folklorici pone molti interrogativi alla Chiesa e alla società, come quelli espressi dal card. Carlos Amigo Vallejo:

“La dimensione religiosa viene cercata per motivi di fede, o è un sostituto di una credenza che è scomparsa? È un rifugio e un estremo appiglio contro quello che si crede sia il crollo della pratica religiosa? Può essere una velata critica al modo di agire della Chiesa? Si può sospettare che sia un’evasione nei confronti di quell’impegno sociale che la Chiesa stessa sostiene? In che consiste la religiosità popolare? Che cos’è che deve rimanere, e che cosa va rinnovato? La religiosità popolare è un aiuto, o un’evasione dal vero impegno cristiano?”(11).

Sono domande che ritornano ciclicamente e che rimangono spesso senza risposte nella chiesa, nonostante sinodi e riflessioni, per la complessità del fenomeno. Certo è che se i cristiani vivono la devozione e la religiosità popolare nella autentica prospettiva indicata dal Concilio Vaticano II, tutto ciò è un bene perché aiuta a far crescere la fede e a convertirsi al vangelo al fine di essere cristiani che non solo pregano e curano la spiritualità, ma che operano nella società, nell’accoglienza dei poveri, degli emarginati e per la realizzazione del bene comune; in caso contrario tradizioni, pellegrinaggi e processioni, ceri votivi e devozioni rischieranno di apparire, sic et simpliciter, solo eventi folkloristici, espressione di fanatismo ove addirittura si infiltra il male e la criminalità.
In questa seconda direzione le critiche hanno sicuramente elementi di verità, ecco perché i pastori della Chiesa, con la collaborazione del laicato, dovrebbero vigilare e fare discernimento; è urgente una riflessione generale sulla religiosità popolare, che non è da eliminare ma da evangelizzare, perché è attraverso questa cultura socio – religiosa, tanto fragile , ma pure tanto ricca di valori e sempre aperta al trascendente, che l’annuncio esigente e radicale del vangelo può giungere con maggiore facilità al cuore del popolo.
Le mie osservazioni non intendono snobbare assolutamente la ripresa della tradizione dei Santoni né considerarle prive di senso, ma dare la prospettiva di una religiosità popolare che sappia armonizzare con prudenza, sapienza e intelligenza, i riti e le manifestazioni di questa cultura socio-religiosa con le esigenza di testimonianza del vangelo nella società, nei luoghi di lavoro, nelle associazioni, nella vita sociale, culturale, nelle forme del volontariato verso gli ultimi e i poveri; che sappia altresì porre in essere un rinnovamento pastorale di tutto ciò che ruota attorno a feste religiose, processioni, pellegrinaggi, devozioni, venerazioni di reliquie dando senso etico, spirituale e valoriale a ciò che nella storia della fede ci è stato consegnato.
E’ difficile, ma bisogna sempre provarci! Non è certamente con il recupero di una tradizione che ci si salva e si cambia la società, ma con la consapevolezza che occorre dare alla religiosità, alle devozioni e alle processioni una funzione “segnica” finalizzata a ricordarci il nostro essere di passaggio in questo mondo e il bisogno di conversione quotidiana poggiata sull’imitazione di Cristo o del Santo portato in processione, il quale, sull’esempio di Gesù, ha dato la vita per gli altri. In questo caso siamo ad un livello più alto, dove ciò che più conta e vale non è la devozione ma la conversione.
Ciò che dovrebbe prevalere con il ritorno alla tradizione dei “Santoni” che riproducono i dodici apostoli che vanno in mezzo al popolo, è la consapevolezza che ogni cristiano diventa cosciente del fatto che egli rappresenta un apostolo della “Chiesa in uscita” di cui parla Papa Francesco e Mons. Salvatore Rumeo, vescovo di Noto, in un suo libro; insomma quell’apostolo che va, come i Santoni, in mezzo in mezzo alle persone della società contemporanea portando i valori del vangelo, dell’amore, della misericordia e della giustizia e testimoniando che in Cristo, il Risorto, la vita acquista il vero senso e la bellezza dell’esistenza.

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(1)La fede del popolo, in https://www.laciviltacattolica.it/articolo/la-fede-del-popolo/
(2) Cronaca diocesana, in Bollettino Ecclesiastico della diocesi di Noto, Anno XXV, n. 6, Giugno 1961, pag. 129
(3) Cronaca diocesana, in Bollettino Ecclesiastico della diocesi di Noto, Anno XXVIII, n. 12, Dicembre 1964, pag. 262.
(4) Cronaca diocesana, in Bollettino Ecclesiastico della diocesi di Noto, Anno XXV, n. 6, Giugno 1961, pag. 129
(5) Cronaca diocesana, in Bollettino Ecclesiastico della diocesi di Noto, Anno XXX, n. 5, Maggio 1966, pag. 102
(6) Cronaca diocesana, in Bollettino Ecclesiastico della diocesi di Noto, Anno XXXII, n. 10, Ottobre 1968, pag. 258
(7) Cronaca diocesana, in Bollettino Ecclesiastico della diocesi di Noto, Anno XXX, n. 1, Gennaio 1966, pag. 14
(8) VIII Settimana Teologica a Modica, in Rivista della Diocesi di Noto, Anno II, n. 1, Gennaio – Febbraio 1972, pag. 124.
(9) Cronaca diocesana, in Rivista della Diocesi di Noto, Anno V, n.1, Gennaio – Giugno 1975, pag. 162.
(10) Settimana Teologica a Modica, in Rivista della Diocesi di Noto, Anno X, n. 2, Luglio – Dicembre 1980, pag. 130.
(11) La fede del popolo, in https://www.laciviltacattolica.it/articolo/la-fede-del-popolo/

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35 commenti su “Modica. Ritorna la tradizione dei “Santoni”…di Domenico Pisana”

  1. I sacerdoti si sono rivestiti di teologia astratta veicolano un messaggio senza cuore , si sono autoassolti dal loro compito l’evangelizzazione.
    Quella era cosa per gli apostoli , loro non si devono sporcare la tunica ,
    Sono li ad amministrare sacramenti , celebrare messe per 3 persone senza domandarsi minimamente perché??
    Adesso si sono messi a fare adorazione sperando così di salvarsi dal giudizio di Dio .
    La gente ha bisogno di Dio lo cerca in chiesa , in chiesa c’è Dio, ma non c’è un prete ,
    I sacerdoti sono distanti anni luce dai loro parrocchiani peccatori e increduli ,
    Il messaggio di Gesù è semplice è per tutti ma i preti lo hanno fatto diventare un’orazione astrusa che non lascia segno nei fedeli .
    Ho fate bene il vostro ministero o fate qualcos’altro.

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  2. Tonino Spinello

    Far rivivere la storia dei Santoni tutto sommato l’idea non è cosi malvagia o ambigua come alcuni possono insinuare. Alla fine meglio una sfilata coi Santoni che una sfilata al Pride. Almeno con i Santoni non ti viene il voltastomaco.
    Certo, questa trovata sicuramente avrà fatto girare le budella ai “Sangiuggiari” e questo potrebbe farci ritornare alle rivalità di un tempo. Non me ne vogliano i Sangiuggiari, ma sia la festa di San Giorgio che quella di San Pietro ormai li vedo più feste pagane che religiose. Coi Santoni il folklore è garantito, non ci sono dubbi. Sicuramente attireranno tante persone portando economia e questa è la cosa che più interessa.
    Come negli anni 70-80 molti andavano alla festa solo per le bancarelle, in chiesa non ci facevano nemmeno un salto.
    Comunque, qualunque siano i pareri sui Santoni, sempre meglio di vedere un Pride a Modica.

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  3. Il paganesimo c’è sempre stato, ogni epoca con la sua forma… ed è inutile nascondersi dietro un dito: questo ha sempre fatto comodo alla chiesa… i voti, le richieste di miracoli, di “protezione”… a pagamento ovviamente… l’offerta, il cero… se i santi fossero politici avrebbero un buon 90% di voti si scambio. Sacre scritture etc importano ad una strettissima minoranza di frequentatori delle chiese.
    Ora vogliono sperimentare qualcosa di nuovo per attirare turismo = soldi? Ben venga direi… i più radicali possono sempre venerare il loro rispettivo santo nelle restanti 50 settimane all’anno quando i “pagani” sono lontani.

  4. Spinello si qualifica per quello che è, come si capisce da ogni suo intervento, simpatizza per Forza Nuova, Putiniano di ferro, intollerante omofobo: esiste un aggettivo per quelli come lui, comincia per F.
    Prof. Pisana, aggiungo, nell’elenco delle personalità che frequentavano la Chiesa di Modica, Sua Eccellenza Loris Capovilla, Segretario Particolare di Papa Giovanni XXIII, scomparso da pochi anni, che ho avuto il piacere di conoscere a Sotto il Monte una ventina di anni fa. Veniva spesso a Modica invitato da Padre Gambuzza e dai Frati Cappuccini: ricordava perfettamente l’ambiente culturale e spirituale elevato che si respirava nella nostra Città.

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  5. Tonino Spinello

    Drugo, se vuoi fare “cuttigghiu” con me, lassa peddiri. Sono troppo avanti per queste cose. Quindi allargati e se vuoi fare caciara fra un pò si faranno sentire i clienti preposti a tale attività e potrete divertirvi. Come sempre. Almeno vi sentirete soddisfatti prima che l’angoscia vi travolge.

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  6. A proposito: ma Dio non è spiritualmente e fisicamente morto? (Friedrich Nietzsche in Così parlò Zarathustra)

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  7. Spinello, sei troppo avanti per tutti, lo ammetto, ma non è bello che tu rsprima il tuo disprezzo per chi è diverso da te; o dovrebbero evitare di manifestare il proprio modo di essere per fare contento te e Vannacci?
    tra l’altro che c’entra poi con i Santoni? boh!

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  8. Tirano in ballo i “sangiuggiari” non so perché ancora questa rivalità, ad ogni modo per San Giorgio c’è una gara per chi portarlo sulle proprie spalle, per “i santuna”? Ci penseranno i “Sampitrari”?

  9. Ha ragione Drugo come sempre, anche lei è perfetto per la verità, solo che lei non sa fare torte e dolci e poi non è
    fratellonzo destrista-leghista e non adora Putin. Grandi modicani che riempiranno le enciclopedie del futuro.

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  10. abbasta lei Vincenzo, le faranno una statua nel sagrato della Madonna delle Grazie:

    FINE INTELLETTUALE, POLITICO MANCATO (MAI ELETTO), SEPPE INDICARE LA VIA E LA VERITÀ A TANTI SUOI CONCITTADINI.

    A PERENNE RICORDO LA CITTÀ GRATA POSE
    A.D. MMCXXIV

  11. X Vincenzo.
    Ho poco da spiegare. In realtà basta leggere qualche altra opera più ”semplice” di Friedrich Nietzsche.
    In ogno caso per non deluderLa dico questo: ai tempi del Liceo (tralasciando gli umanisti, eccetto Dante, che erano quasi tutti atei Poggiolini per fare un nome), in Filosofia a cominciare da Cartesio, passando per Hume, Kant, Fichte, Hegel, Karl Marx, Ludwig Feuerbach, Arthur Schopenhauer e via dicendo fino ad arrivare a Bertrand Russel, Dio o viene negato tout court oppure viene scambiato colla Natura stessa. Cosa vuole che Le dica di più?

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  12. Mai eletto perchè mai candidato, mai candidato perchè mai interessato a gestire qualcosa in un paese che ha oltre il 90% di persone che non ha interesse a pensare al bene comune, un paesino del sud che ha beneficiato di una bellezza straordinaria ma, che è amministrato a causa della popolazione addormentata da persone compatibili con quella maggioranza della popolazione.
    Un paesino dove la gente non si accorge che, prima di chiudere le strade occorre creare metodi alternativi per muoversi, prima di eliminare parcheggi occorrono altri parcheggi in altri posti facilmente raggiungibili, un paese dove le strade vengono distrutte e vengono messi dossi dappertutto scassando le poche strade praticabili, un paese dove non ci sono tutti questi incidenti (sicuramente non più di tutti gli altri comuni limitrofi) da giustificare questi assurdi scassa-macchine, un paese dove i cittadini non riescono a vedere che queste assurdità non esistono in altre parti, un paese dove si creano artificialmente le barriere architettoniche dove non esistono e non si eliminano dove esistono, un paese fermo, un paese dove la gente non controlla le spese che i loro rappresentanti fanno impunemente, poiché i rappresentanti che eleggono a furor di popolo (sempre oltre il 60-70% dei consensi) quando non saranno più eletti non dovranno rendere conto dei debiti fatti… e questi resteranno ai cittadini.
    Un paese dove la gente è orgogliosa non si sa di cosa, e se chiedi ti guardano in faccia senza parlare perchè loro sono orgogliosi a prescindere.
    Un paese dove i motorini smarmittati possono circolare liberamente e se le forze dell’ordine (i pochissimi della polizia locale che ancora esistono) cercano spiegazioni, i genitori dei ragazzi li denunciano.
    Un paese al contrario, ma la gente è orgogliosa… ma di chè?
    Ecco perché non mi sono mai candidato e mai mi candiderò Drugo, lei che fa parte dell’opposizione è perfettamente in sintonia con la maggioranza, perché il problema modicano non è la parte politica ma la popolazione.
    Dio ha regalato il bello a Modica e lo fa pagare con l’incapacità di comprendere il buon senso secondo me.
    Buon pomeriggio a tutti

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  13. Drugo e ora che ti sono sembrato un fine intellettuale e ti ho spiegato che non sono un politico mancato, perché non esprimi il tuo parere con serietà? Perché in questo paese tutti pensano a fare cabaret e non si spendono a cercare di costruire qualcosa, a cercare di riflettere, a pensare ai loro figli prima di noi stessi. Perché?
    E’ questo che non riesco a capire.
    Sono sicuro che mi risponderai, e così mi farai capire il tuo punto di vista per una volta, non ti toccherò la piazza davanti alla Madonna delle Grazie, tanto non possiamo più tornare indietro. Rispettosamente grazie

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  14. ma se tutti la pensassero come lei, Vincenzo, Re Gnaziu potrebbe regnare indisturbato per le prossime otto dinastie.

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  15. Tonino Spinello

    Lettura185,
    Condivido il suo pensiero sui filosofi citati, anche io ne ho letti tanti. Pur tuttavia anche se molti filosofi quando parlano di religioni appaiono critici o forse apatici, non sempre si dimostrano insensibili ai culti religiosi. Ne sanno trarre degli insegnamenti.
    Cosa voglio dire: Ci dobbiamo ricordare sempre da dove veniamo e quali sono le nostre vere culture. Noi non siamo figli della Repubblica dell’anglosfera, non siamo figli della globalizzazione. Siamo figli di Roma e del mondo cristiano e il futuro dell’Italia passa attraverso il recupero della memoria. E anche se credente o meno, i Santoni fanno parte del folklore e della memoria religiosa.
    Ma capisco che oggi si deve seguire una certa moda, il gender ad esempio è protretto e sostenuto da una parte di società che lotta per dei diritti liberali, quindi vedere dei settantenni a spasso con il perizoma o che sculettano seminudi davanti ai bambini, lo devo considerare normale perchè viviamo in un paese democratico e liberale. Quindi è normale che un presidente di partito (vedi Schlein) balla sopra un camion durante la giornata del pride a Roma. Poi se ci metti che questa giornata è sponsorizzata dalla Walt Disney Italia, abbiamo detto tutto.
    Di contro invece dobbiamo stare attenti a come diciamo certe cose per non urtare la sensibilità delle persone perbene. Per questo ci vogliono sempre più ignoranti, perchè la cultura ci rende critici e la critica ci rende liberi.
    “C’è crisi di persone vere, di sincerità, di affetto, ma soprattutto c’è crisi di valori.
    Tempi moderni? No. Tempi poveri di anima”.
    L. Del Grande

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  16. DRUGO, a me sembra che con lei e con tutti quelli come lei Ignazio e tutti quelli come Ignazio potranno governare Modica per sempre come hanno già fatto, con l’esclusione della sindacatura di Buscema. Drugo, se lei rappresenta l’opposizione in un paese come Modica, Modica è irrecuperabile, se ne faccia una ragione.
    Vincenzo, purtroppo lei scrive il vero, ma non possiamo farci niente, Drugo non sa fare altro che “babbiari”, non le scriverà niente di diverso perchè non saprebbe che scrivere, sempre ammesso che ne abbia la capacità… e come dice il buon Gino, fa sempre “tiatru” e Modica affonda.

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  17. Puppetta anonima, fra troppo caldo per parlare seriamente, al momento si accontenti della babbiata.
    Le faccio rispettosamente presente che non rappresento l’opposizione, semplicemente perché a Modica non esiste opposizione.
    Vincenzo ha fatto un elenco di fenomeni odiosi universalmente riconosciuti come tali: motorini smarmittati, strade ridotte a grattugia, ecc.ecc. non si può essere che d’accordo.
    Ma Modica non è l’ultimo paesino del Sud come affermate: per onestà intellettuale, chi mai avrebbe anche solo immaginato una mostra sulla Pop Art di questo livello a Modica?
    Si goda un po’ di refrigerio, ci risentiamo dopo Minosse

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  18. Vi immaginate un grande città come Modica (Modica è città no paese ) amministrata da Vincenzo, Anonimus ,e compagni???
    Un miserabile gruppo di comunisti poveri di ideali ,poveri di idee,poveri di cuore ,poveri di capacità, poveri di autostima frutto del nulla che hanno fatto ,del nulla che rappresentano, poveri invidiosi dei loro concittadini di successo ,che loro nel migliore dei casi ignorarno ,oppure volutamente minimizzano perché loro piccoli piccoli rosicano, poveri di orgoglio ,poveri di sapere perché conoscono a memoria le mattonelle del corso Umberto, ma non conoscono cosa c’è fuori Modica .
    Se siete piccoli , non vi è concesso di sparrari della nostra città,
    Se non siete in grado di fronteggiare Gniaziu fatevene una ragione ma non vi è permesso di buttare fango sulla nostra città e su i suoi rappresentanti .
    Vi dobbiamo tenere ok ma comportatevi bene ,e ringraziate la vostra buona stella .

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  19. Dato che mi avete stuzziniato e fatto incazzare, ho acceso l’aria condizionata a palla: vi rispondo e afanculu Minosse.
    La definizione del “bene comune”- come presupposto indispensabile per una coerente produzione di politiche pubbliche – è chiamata oggi a misurarsi con almeno tra grandi temi. Il primo è quello di una visione condivisa del territorio in termini di confini e dimensioni, rapporto città-campagna, relazioni tra centro e periferia, mono- o policentrismo, nozione di quartiere e di habitat, nozione di pubblico e privato, quadri e capacità del muoversi, ordine visuale e fruizione estetica e culturale – vale a dire il territorio come luogo concreto del vivere e luogo di autorealizzazione e di “vita buona”. Una definizione siffatta del territorio è ancora troppo lontana dai linguaggi dominanti della pianificazione come da quelli dell’analisi politica. Essa presuppone unn riferimento alla città come “cornice di senso” dell’esistenza.

    Il secondo tema è quello della definizione della cittadinanza. Oltre ai contenuti più propriamente politici di cui si è già detto, esso richiede una nuova sensibilità al concetto di “tessuto urbano”, concetto su cui convergono le azioni della pianficazione urbana, dell’analisi e dell’intervento sociale e dell’idea politica di città. Attenzione al tessuto urbano come bene comune richiederebbe, tra l’altro, un ripensamento dell’organizzazione politico-amministrativa del governo delle città ancora largamente strutturata sulla separazione (derivante dall’organizzazione dello stato) tra “gente” e “luoghi”, sistematicamente oggetto di sfere di “competenza” diverse e non integrate.

    Il terzo tema è quello della definizione di una “visione” della città in cui iscrivere progetti di sviluppo. Una “visione” non va confusa con la retorica e nemmeno con il buon senso (le due modalità con le quali si costruiscono di solito i programmi elettorali). Una visione della città è una costruzione collettiva di cui va esplicitata tanto la dimensione dell’agire collettivo quanto l’ineludibile dimensione del conflitto. Essa non può che essere il prodotto della sfera pubblica e la sfera pubblica non può nascere dall’alto: compito delle istituzioni è caso mai quello di produrre quelle infrastrutture che ne sono l’indipensabile supporto, vale a dire lo spazio pubblico.
    Rispondete a questo adesso!

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  20. Drugo, rispetto tutto questo papiello per il lavoro che ce voluto per elaborarlo, lavoro inutile perché si può esprimere il tutto con poche parole .
    Ma poi la filosofia di cosa vivrebbe.
    In sostanza aria fritta .
    Mi è piaciuto solo la frase metto l’aria condizionata a palla

  21. Ma Drugo, lei mi sorprende, pensavo non usasse il copia ed incolla come i putiniani o i filo terroristi di hamas, lasci perdere tutti stì concetti astratti e inutili, parli come le ha insegnato mammà. Eppure lei ha visto motorini smarmittati, strade ridotte a grattugia, ecc.ecc. e questo è l’evidenza che siamo un paesino di serie C o D addirittura, altro che una mostra sulla Pop Art, non è la mostra di Pop Art che fa di Modica una città interessante, ma il sonno dei suoi cittadini evidenziano l’arretratezza… come scrive Vicinzinu.
    Allora metta tante bibblioteche in giro e così lei penserà di trovarsi in una città ad alto livello culturale? No assolutamente!
    Drugo, da noi s’arrusti a sausizza e si manciunu i scacci, si vota l’amico dell’amico altro che città avanzata.
    Capisco che non gli piace, capisco che essendo un architetto pensa di essere acculturato, ma le opere che lei adora non si farebbero mai in un qualsiasi paesino del sud con un minimo di “gnegniru”, penserebbero prima a risolvere i veri problemi urbanistici prima di fare questi obbrobri.
    Infine, le volevo evidenziare che i gradini della piazza di Marina di Modica oltre che brutti sono di altezza diversa l’un l’altro (molto pericolosi), oltre ad aggiungere le barriere architettoniche, queste barriere non rispettano neppure un benchè minimo criterio di arte costruttiva.
    Ma a lei piace e soffre per il caldo, suvvia si sforzi un momento, lo faccia per la “grande” Modica, diventata piccola per via dei suoi cittadini.
    Ciò che scrivo è chiaro e verificabile andando a verificare sul posto, sia a Marina di Modica che le altre opere superlative a Modica, tipo il piazzale della Madonna delle Grazie.
    Amo Modica, non sono mai stato comunista e mai lo sarò, anche perchè il comunismo è storia e non è più attuale, mentre il fascismo è più attuale che mai, ma questo è un argomento che ritengo sia inutile affrontare con lei, mi consenta. Servono pezzi molto più grossi di lei, manco con Drugo , si figuri.
    Non butto fango sulla Mia città, ci mancherebbe, siete Voi a buttare calcestruzzo e distruggere la mia Modica con tutte queste squallide edificazioni, Amo Modica, guardi quello che è stato fatto.
    Se a lei piaceva Modica, mi spiega perchè è contento che l’abbiano cambiata? Le piaceva prima si o no? Oggi è molto diversa in peggio, si faccia un giro con la motocicletta sulla via della costituzione e si regga forte, perchè servirebbe un motocross, le macchine si spaccano e la pazienza dei modicani anche fra non molto.

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  22. Puppetta, ma secondo te davvero mi mettevo a perdere tempo con sto caldo per farti contenta? 🤪

  23. Il comunismo è più attuale che mai e lo sarà sempre , cammina con le gambe di tutti quelli che vogliono uguaglianza per non essere lasciati indietro, a causa della mancanza di iniziativa,di coraggio ,e soprattutto la mancanza di voglia di lavorare,
    Oggi è un bel momento per queste categorie, perché stanno molto meglio dell’autonomo avviluppato da una crisi sempre più grave , che ne lascerà tantissimi in mezzo a Na Strada.
    Invece il nucleo familiare pluristipendiato vive da pascià, con uno stipendio ci campano e l’altro va a finire nelle più profonde secrete della banca , dove per non ammuffire gli danno una spolverata del 0,1% tutti soldi questi tolti dal normale circolo economico .( gli Italiani hanno depositi liquidi per 5 mila miliardi di euro ) vero motivo di mancanza di dinamismo dell’economia , i soldi fermi fanno bene solo alle banche !
    Il fascismo il franchismo il nazismo sono storia !!!!
    E in Europa non li vedremo più . Troppo avanti è ormai la democrazia.
    Adesso va di moda il Putinismo che tanto affascina alcuni .
    Scenda Anonimus potrebbe essere soggetto a Capogiri .

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  24. X Tonino Spinello.

    Ho letto il Suo articolo di cui apprezzo e ammiro il coraggio di sostenere opinioni che sono ‘politically incorrect’ e che rispecchiano il pensiero della maggior parte degli Italiani definiti per questo o tradizionalisti o sovranisti ovviamente in senso dispregiativo.
    Mi permetto di consigliarLe di leggere l’articolo apparso ieri su Il fatto Quotidiano, giornale laicissimo, che mi ha lasciato letteralmente basito.
    Ecco il link:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/06/20/maturita-2024-sparisce-la-parola-dio-il-caso-di-censura-nella-seconda-prova-di-matematica/7594210/

    Siamo al collasso.

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  25. Puppetta, ignorante, humorless e più sciapa di una pagnotta toscana, parla come ti ha insegnato mammà, dici; per quanto anonima, nomina ancora mia mamma e partono gli incisivi superiori.
    Babbía cu mia, e non pisciare fuori dal vaso.

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  26. acculturata sei tu Puppetta, statua pure pi tia a Madri a Razia, accanto a quella di Vincenzo.

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  27. dopo due bicchieri e questo caldo ci può stare, ma davvero sti due Vincenzo e Puppetta da un mese scassano la minchia al sottoscritto con questa storia delle piazze e piazzette.
    Ma andate a quel Paese, Renziani dei miei stivali!
    meglio mille Monisteri che due lamentosi menagrami come voi !!
    Modica è stata, è e sarà una Città di Cultura, malgrado gente come Vincenzo e Puppetta.

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  28. Drugo. Per la verità vedo solo lei che insulta perché non li riesce a controbattere. Potrebbe rispondere con educazione ed accettare le critiche che fra l’altro non sono rivolte a lei. Modica era una città di cultura sicuramente, oggi no, leggendo il suo modo di scrivere e atteggiarsi con gli altri anche noi comprendiamo il basso livello.

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  29. La cultura non ha neppure idea cosa sia, sicuramente lo evidenzia con i suoi gratuiti insulti.
    Buon sabato a tutti

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  30. @ Drugo;
    La sua Monisteri avrebbe potuto salvarsi dicendo le cose come stavano..
    Invece ha fatto il gioco di Gnaziu, da sprovveduta o da ignorante..
    A breve lei sarà nei guai, mentre Gnaziu si salverà, anche se sputtanatu senza se ma..per tuttr le sue nefandezze..

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  31. Giulio, ribattere a che cosa? ai soliti lamenti che da anni il duo nzulu e puppetta portano avanti contro Modica, la viabilità, i cambiamenti, ecc.
    mi siddia rispondere con argomentazioni serie, non val la pena, tanto si passano la palla come gli pare a loro, coppia di fatto.
    Sanno che nessuno li prende in considerazione, tanto meno io e per questo rispondo con ironia alle loro provocazioni insipide (il Sagrato della Basilica Madonna delle Grazie, l’isola pedonale ecc.)
    Modica non è più una Città di Cultura? la scalinata di San Pietro strapiena ad ascoltare Paolo Mieli, che certamente riconosce storia, meriti e prestigio di questo angolo di Sicilia, di cui Modica è stata capitale per secoli, isola nell’Isola.
    Quando vuole, Giulio, le risponderò con piacere e seria attenzione e le dico anche un’altra cosa, che difficilmente ritengo sia nota.
    Chi ha comprato e sta restaurando il Palazzo in via Castello? l’Architetto capo di Versailles (Architecte en Chef des Monuments Historiques Français), ha più poteri di un ministro, (e mica il nostro Gennaro San Giuliano) che ha ben compreso il prestigio, la Storia e le potenzialità della Città di Modica, nonostante i muri vandalizzati, i teppistelli di via Grimaldi e i motorini smarmittati.
    Poteva acquistare proprietà ovunque in Italia, ha scelto la parte più antica di Modica, ha perfino una chiesa bizantina dietro il garage.
    Modicanelli lamentosi, come nzulu e puppetta, fatevene una ragione, siete dei poveretti frustrati dalla vita: il lamento è la vostra unica via per restare a galla e che vi tiene uniti nella vostra triste vita. Saluti e sono.

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  32. Drugo ha i mie complimenti ha evidenziato da buon Modicano delle belle cose ,
    Essere fieri della propria Città è nobile e bello , e Modica ci da tante opportunità per esserlo .
    Essere Modicani nel sud est è un valore aggiunto,
    purtroppo se uno di fuori legge quello che scrivono sti 4/5 avvelenati si può fare una cattiva idea della nostra città, Si sa ,due bugie sembrano una mezza verità.

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