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Pd Ragusa su Emendamento FdI sui fondi del PNRR ai consultori

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“L’ennesimo attacco della destra, sia pure indiretto e sotto mentite spoglie, ai diritti delle donne e alla laicità dello Stato”, è il commento del segretario del PD ragusano Peppe Calabrese sull’emendamento al decreto attuativo del PNRR approvato ieri in commissione Bilancio della Camera.
“Apprendiamo con sconcerto – dichiara ancora l’esponente dem – che la maggioranza di governo ha introdotto, attraverso un emendamento all’art. 44 del PNRR, la facoltà per le Regioni di utilizzare i fondi della Missione 6 destinati alla salute per avvalersi della collaborazione di soggetti del terzo settore all’interno dei consultori. La norma stabilisce il requisito della ‘qualificata esperienza a sostegno della maternità’: non può sfuggire l’implicito assist alle associazioni cosiddette ‘pro-life’ o antiabortiste, del resto già presenti in molti consultori pubblici, che in questo modo si vedono ulteriormente legittimate nella loro attività. Il che è inammissibile all’interno di strutture sanitarie pubbliche come i consultori, ai quali moltissime donne si rivolgono per avere accesso all’Interruzione Volontaria della Gravidanza. Si tratta di un attacco indiretto verso il diritto, garantito dalla legge italiana, a decidere sul proprio corpo in autonomia e senza subire indebite pressioni, tanto più da parte di associazioni a carattere religioso e finanziate con fondi pubblici”.
In mattinata la segretaria nazionale Elly Schlein si è pronunciata duramente sulla questione, annunciando una ferma opposizione all’emendamento in sede parlamentare.
“Condividiamo in pieno la posizione della segretaria nazionale – prosegue Calabrese -. Assistiamo ogni giorno all’erosione dei diritti e delle libertà faticosamente conquistati grazie alle battaglie di tante donne e uomini negli scorsi decenni e che oggi non dovrebbero più essere oggetto di discussione. La legge 194 ha garantito alle donne la possibilità di autodeterminarsi, affrancandole dall’obbligo della maternità tutte le volte in cui questa non è stata scelta volontariamente e consapevolmente. Pur non essendo una legge in sé perfetta, va convintamente difesa dai tentativi di neutralizzarla da parte della destra antiabortista. Mentre in Europa si sta valutando di inserire il diritto all’aborto nella Carta dei diritti fondamentali, l’Italia di Giorgia Meloni si colloca su posizioni reazionarie e illiberali, al pari dei Paesi meno democratici dell’UE”.
“A livello locale – conclude il segretario cittadino del PD ibleo – il nostro impegno sarà quello di tenere alta la guardia e monitorare la corretta applicazione della 194 nelle strutture pubbliche, nelle quali l’accesso all’IVG è sempre più spesso ostacolato da logiche estranee al servizio sanitario di un Paese laico, sostenendo le donne nell’esercizio dei loro diritti”.

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