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Modica. Riprende il Giovedì dell’Unitre dopo la pausa natalizia

Tempo di lettura: 2 minuti

A conclusione della pausa del periodo natalizio è ripreso, a Modica presso la sala del granaio, l’appuntamento del “Giovedì dell’Unitre”. Dopo il saluto e l’intervento introduttivo di Enzo Cavallo, (che ha riferito sulla attività corsuale in atto e dei nuovi corsi in procinto di essere avviati) anche questa settimana Uccio Barone e Marcella Burderi hanno intrattenuto gli intervenuti sulla storia della canzone italiana.
Coi loro interventi hanno fatto riferimento al periodo 1958-1962 e, accompagnati da Michele Mavilla alla tastiera, hanno presentato una serie di brani che in tale periodo hanno testimoniato l’avvento del rock e roll ed un nuovo modello di musica e di canzoni che oltre alla introduzione di nuovi balli (twist again, shake, ballo del mattone, ecc.) hanno determinato la diffusione dei dischi, soprattuto a 45 giri (e con loro i giradischi), ma anche a 33 giri. Un fenomeno questo che ha determinato un parallelo nuovo approccio con le spiagge, la diffusione degli chalet e delle discoteche e la creazione dei borghi marinari.
A proposito di rock and roll e’ stato fatto riferimento al ruolo sicuramente importante di Adriano Celentano, un cantante che ha rivoluzionato il modo di interpretare e di presentare le canzoni. Di Celentano sono state commentate e cantate le canzoni “il tuo bacio e’ come un rock” e “24 mila baci” ed è stato fatto riferimento a tanti altri brani che hanno caratterizzato e qualificato l’impegno artistico del “molleggiato” grazie anche all’apporto del suo Clan e di sua moglie, Claudia Mori.
Nel corso dell’incontro e’ fatto riferimento poi ad una serie di canzoni (da “Romantica” a “Marina Marina”, da “Tintarella di Luna” e “Ti Voglio Cullare” a “Con le pinne, il fucile ed occhiali” a “Sei diventata nera” e “Una rotonda sul mare” e ancora “Guarda che luna, guarda che mare” ecc.
Da considerare che prima di entrare nel merito del tema programmato, Marcella Burderi con apprezzata bravura ha recitato in dialetto la “storia del terremoto” raccontata da sempre dagli anziani e dai cantastorie e riferita al terremoto del 1693 del quale nei giorni scorsi è stato celebrato il triste anniversario.

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