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Il Pd vota contro se stesso e si affossa…l’opinione di Rita Faletti

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Elly era una promessa. Di rinnovamento e rifondazione del Pd per chi aveva costruito a tavolino il personaggio di cui servirsi per voltare pagina e eliminare con un colpo di spugna il detestato Renzi e le rimanenze del Jobs act. Elly era una speranza. Di ritorno al passato per gli irriducibili nostalgici della vecchia sinistra, incapaci di vedere un futuro che tagliasse il cordone ombelicale con le spoglie materne. Elly era una garanzia. Di incarichi per chi l’aveva sostenuta circuita e lusingata. Trascurabili pezzettini di sinistra e ambientalismo di maniera, inascoltati e inascoltabili. Elly era la pietra tombale. Delle idee migliori del Pd, della parte più intelligente e lungimirante, più aperta e meno provinciale. Elly era la scommessa. Di Conte, il formidabile gira frittate, opportunista ex avvocato del popolo, elargitore di denaro pubblico, incapace di fare di conto. Elly è riuscita nell’intento di rappresentare il Partito democratico con un semplice label: “antifascismo”. Ieri, alla Camera, si è consumato l’ultimo atto di un genere teatrale che a seconda dei punti di vista può essere una commedia o una tragedia, ma trattandosi dell’Italia, sarebbe più appropriato definirla opera tragicomica. La maggioranza, con Azione e Italia viva, ha votato una risoluzione che chiede di continuare, come concordato in ambito Ue e Nato, a sostenere l’Ucraina con mezzi materiali e equipaggiamenti militari. Il Pd ha deciso di non votare, rinnegando la propria decisione precedente. Non solo, ha anche masochisticamente scelto di non votare contro un’altra soluzione con cui il M5s chiedeva lo stop dell’invio di armi all’Ucraina. In dissenso dal loro stesso partito Lorenzo Guerini, Lia Quartapelle e Marianna Madia. Replica al Senato, con sei senatori tra cui Casini e Malpezzi, che hanno votato con la maggioranza. Divertente scoprire che chi grida contro il fascismo del governo, anche a scopo preventivo, si schiera con il campione vivente del fascismo e contro chi lo combatte disperatamente per il proprio diritto alla libertà. I post comunisti non ce la fanno proprio a chiudere con il loro passato carico di ambiguità.  E non è finita qui. In Commissione giustizia si è votato a favore dell’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, che tutti i sindaci, di ogni colore, auspicavano. Ebbene, il Pd ha votato contro insieme al M5s e Conte ha accusato il governo di essere reazionario. In una certa sinistra il populismo giustizialista trionfa nello scontro contro i fatti: su 5400 procedimenti nel 2021 solo 9 si sono conclusi con la condanna. Altra mossa da sindrome schizofrenica: il governo ha deciso di superare il mercato tutelato in adesione alle richieste del Pnrr firmato dal Pd nel 2022. Cos’ha fatto invece il partito di Elly? Ha votato contro se stesso. E ultimo ma non meno importante, la posizione assunta sul Patto di Stabilità. Il governo l’ha firmato perché trasferisce una parte della responsabilità sul debito all’Europa e Elly lo accusa di aver messo “una grande ipoteca sul futuro dell’Italia”. Conte gioisce e augura lunga vita a Schlein, Meloni sottoscrive e il Pd affonda.

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