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Comiso. Serie di disservizi nella scuola all’infanzia e primaria

Confronto con i genitori dei bambini. Richiesto un incontro al Sindaco.
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La mancata attivazione del servizio mensa per i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria che usufruiscono del tempo pieno; l’elevato costo del servizio scuolabus comunale all’interno del comune di Comiso; il rimborso, a carico del Comune, degli abbonamenti per gli studenti frequentanti Istituti di Istruzione superiore di secondo grado fuori dal Comune di Comiso.
Questi gli argomenti affrontati lo scorso 19 ottobre in un confronto svoltosi alla Camera del Lavoro di Comiso, con un gruppo di genitori di alunni frequentanti le scuole del primo ciclo nel comune casmeneo che avevano sollecitato l’incontro. Presenti Tiziana Celiberti della Segreteria Provinciale e Fabio Caruso della Camera del Lavoro di Comiso. La richiesta di un incontro al sindaco al fine di discutere le problematiche elencate per concertare possibili soluzioni condivise su richieste di cui ci facciamo carico come soggetto di rappresentanza dei bisogni di chi oggi soffre gravemente gli effetti della crisi.
È chiaro che il problema mensa rappresenta il punto di maggiore preoccupazione per le famiglie dei bambini della scuola di infanzia e primaria per la mancata attivazione del servizio, soprattutto dopo aver interloquito con l’Amministrazione Comunale, senza ricevere significative rassicurazioni circa una risoluzione del problema in breve tempo. La situazione risulta ancora più critica se si fa riferimento alle indicazioni che le scuole interessate hanno fatto pervenire alle famiglie in merito alla gestione del pranzo a scuola. Tra le possibilità quella di ordinare privatamente i pasti presso unico rivenditore, ovviamente a costi elevati. Mentre per le famiglie dei più piccoli, i bambini delle sezioni infanzia, nel caso non siano in grado di allinearsi sostenendo i costi maggiorati, viene garantito loro la possibilità di prelevare i figli alle ore 11,30, riducendo drasticamente di fatto il tempo scuola. Alcune famiglie hanno anche l’aggravio di dover sostenere i costi della mensa per più di un figlio, senza poter usufruire di nessuna misura di compensazione/ rimborso da parte di chi, il Comune, non è stato capace di attivare il servizio, facendo lievitare l’impegno economico delle famiglie di almeno 6 o 7 volte la cifra impegnata lo scorso anno (in base alle fasce ISEE (lo scorso anno spendevano €0,50/giorno, ora mediamente €3,50/giorno per ogni bambino). Tali cifre, per le fasce sociali economicamente più svantaggiate rappresentano la differenza tra il consentire al proprio figlio di frequentare oppure no la scuola dell’infanzia o scegliere il tempo pieno, se iscritto alla scuola primaria.
Ancora più grave è da segnalare la lesione al diritto all’inclusione scolastica dei bambini certificati ex L. 104/92 per i quali l’Ente Comunale risulta gravemente in ritardo per ciò che riguarda la nomina degli assistenti alla persona o alla comunicazione. Questi bambini, pur avendo l’insegnante di sostegno non possono restare a scuola per tutto il tempo per il quale avrebbero diritto compromettendo gravemente il loro percorso di crescita, di integrazione ed inclusione all’interno del gruppo classe.
Per quanto concerne poi il trasporto degli scolari e degli studenti, residenti nel territorio comunale, dalle loro abitazioni alle loro scuole e viceversa (servizio scuolabus comunale), tutti i presenti lamentano un aumento considerevole del contributo a carico di coloro che ne fruiscono. Attualmente il Comune chiede 28 euro per ciascun figlio come contributo forfetario per i primi tre mesi e mezzo di scuola, mentre a partire dal primo gennaio un contributo mensile, per ciascun figlio, di 15 euro. Praticamente un costo più che raddoppiato. Altrettante incertezze riguardano la possibilità per gli studenti di scuola secondaria di poter avere un rimborso per gli abbonamenti al trasporto extraurbano per la frequenza degli Istituti superiori non presenti a Comiso.
Ci chiediamo se l’Amministrazione si rende conto della gravità di queste scelte soprattutto in un momento di grande difficoltà per le famiglie a basso reddito, dove giorno dopo giorno il potere d’acquisto dei salari viene eroso da un aumento dei prezzi inarrestabile, rispetto al quale i Governi regionale e nazionale risultano immobili. Capiamo le difficoltà degli enti, anch’essi abbandonati dai governi di istanza superiore, ma non si può agire secondo la logica della mannaia tagliare la spesa anche per i più deboli. Abbiamo una Costituzione che indica principi opposti a queste logiche, che vanno applicati, soprattutto di fronte alle difficoltà. Ed è questa la capacità e il compito di chi oggi ha la responsabilità di governare e amministrare. In discussione ci sono diritti fondamentali come il diritto allo studio in una realtà come la nostra già di per sé allarmante, se pensiamo all’alto tasso di dispersione scolastica e l’alto livello di povertà educative che colpiscono bambini e giovani. Sono queste scelte, da parte di chi governa, ad aumentare le diseguaglianze, sempre più acute tra la popolazione, che colpiscono soprattutto i bambini e i più giovani, compromettendo già da ora il futuro delle nuove generazioni.

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