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Dopo gli Stati generali dell’economia a Ragusa, parla Carasi (Ust Cisl Rg Sr) “Seme gettato”

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“La prospettiva disegnata è risultata interessante. Ora, però, è necessario darle un seguito”. Così la segretaria generale dell’Ust Cisl Ragusa Siracusa, Vera Carasi, dopo avere partecipato, sabato scorso, agli Stati generali dell’economia ragusana promossi dal Comune di Ragusa e, in particolare, dall’assessore allo Sviluppo economico Giorgio Massari. “Le dinamiche concettuali che sono emerse – chiarisce Carasi – ci dicono che il modello Ragusa, sebbene non sia ancora del tutto scomparso, non si può più ritenere valido a lungo a fronte di un mondo in continua e rapida mutazione. Per cui tutto il territorio, e le testimonianze che sono state ascoltate nella due giorni lo hanno evidenziato, ha dovuto prendere atto della necessità di reperire differenti formule di crescita e di sviluppo. Nuove formule che non possono non tenere in considerazione quelle che sono le esigenze di una economia profondamente e radicalmente cambiata rispetto a una decina di anni fa. Anche per questa ragione, il modello Ragusa, così com’era, non ha più ragion d’essere. Piuttosto, è indispensabile pensare a un nuovo modello che ponga in risalto sempre di più e sempre meglio le attuali peculiarità dell’area iblea. Ma per far questo occorre, prima di ogni altra cosa, dare un seguito operativo a tutte le riflessioni maturate durante il confronto attuato in seno alla due giorni ospitata dalla Camera di Commercio”. “La Cisl – ancora Carasi – sostiene da tempo la necessità di mettere in piedi una cabina di regia per capire quale dovrebbe essere la direzione da imprimere allo sviluppo locale. E naturalmente in ciò siamo confortati dal fatto che la stessa direzione intende essere intrapresa da buona parte dei rappresentanti delle associazioni datoriali e sindacali che hanno partecipato agli Stati generali. La crisi galoppante, la crescita dell’inflazione, l’erosione del potere d’acquisto in capo ai lavoratori e alle famiglie impone che si faccia al più presto possibile. Il tempo delle parole, nonostante le stesse servano a cristallizzare la situazione esistente, è finito già da un pezzo. Dobbiamo attuare i percorsi sostenibili, dobbiamo trovare le formule per cercare di favorire un nuovo sviluppo che tenga conto delle esigenze di questa provincia. Riteniamo che il seme sia stato gettato. Adesso, bisogna impegnarsi tutti assieme per far crescere la pianta”.

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