Agguato a Scicli, confermata la matrice della vendetta

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E’ confermato quanto ipotizzato in un nostro articolo di lunedì scorso(https://www.radiortm.it/2023/06/05/agguato-a-scicli-alla-base-una-vendetta/) e cioè  il movente del duplice tentato omicidio con agguato di sabato scorso a Scicli. I fratelli Mauro e Roberto Gesso, 43 e 50 anni, sciclitani, sono comparsi per l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip del Tribunale di Lagonegro, assistiti dall’avvocato Alessio Malvaso, confermando di avere agito per vendicare un’aggressione fisica subita ad opera delle due vittime,  M.C., 57 anni, titolare di una casa di riposo,  ed il figlio G.C.,  30 anni, judoka. Un pestaggio che aveva ridotto in fin di vita un componente della famiglia Gesso, costretto al  ricovero in prognosi riservata, per circa un mese. Il pubblico ministero ha chiesto la convalida e il mantenimento della custodia cautelare in carcere mentre l’avvocato Malvaso ha chiesto gli arresti domiciliari. Il Gip si è riservato. Sono entrambi accusati di duplice tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi,  ricettazione e detenzione abusiva d’arma.

Roberto Gesso si sarebbe assunta la responsabilità ammettendo di essere colui che fisicamente ha sparato. Le due vittime, dopo l’agguato si erano rifugiati presso la Tenenza dei Carabinieri di Via Emmolo mentre i presunti colpevoli erano fuggiti e poi bloccati a Sala Consilina. In atto sono rinchiusi nel carcere di Potenza.

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