Scout Modica1 e “‘U presepi ‘ro ‘Zu Innaru”

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Si può raccontare il presepe in tantissimi modi, il branco “Fiore rosso” del gruppo Agesci Modica 1 ha scelto di unire la tradizione con i temi d’attualità. La rappresentazione si è svolta nell’incantevole scenario di villa Cascino la sera del 22 Dicembreil personaggio guida è stato zu Innaru, che nell’iconografia siciliana è un vecchio pastore segnato dalla fatica del suo duro lavoro e nella notte magica della natività si scalda al fuoco ancora ignaro di quanto sta per accedere. Nella rivisitazione degli scout zu Innaru viene spinto dal suo gregge a fermarsi presso alcune capanne dove incontrerà pastori, anche donne, e un artigiano di sua vecchia conoscenza ma soprattutto lupetti con genitoriportatori di importanti messaggi. La prima pastorella si sta togliendo una spina dal piede perché è scalza, ha donato i suoi scarponi ad un soldato che ritornava dalla guerra, i grandi della terra hanno finalmente deciso di superare i conflitti con il dialogo. L’amico falegname sta costruendo una mangiatoia per accogliere un bambino che sta per nascere e invita a tenere gli occhi ben aperti su chi ha bisogno. Un’altra pastorella guarda con stupore la stella cometa e meravigliandosi per l’immensa bellezza del creato innalza a Dio il canto di lode di San Francesco. Un’altra invece, spesso addormentata perché pigra, si metterà in piedi e in cammino dopo aver conosciuto eroi del nostro tempo e ascoltato la canzone I cento passi. Le varie postazioni dedicate alla pace, all’accoglienza, alla custodia del creato e alla legalità sono state animate dai lupetti insieme ai loro genitori attraverso canti e poesie anche in arabo. La guerra, il rifiuto dell’altro, l’inquinamento del pianeta, l’illegalità si convertono cosìnell’esatto opposto mediante piccoli ma significativi gesti che i genitori trasferiscono ai figli in modo semplice, immediato, quotidiano. E’ lo straordinario messaggio che arriva dall’evento della natività, la notte viene squarciata dalla presenza luminosa di un Dio-Bambino che sconvolge i piani di coloro che si considerano i potenti di questa terra.

Quando Giuseppe e Maria incontrano zu Innaru ne apprezzano la buona volontà ovvero il coraggio, l’agire con il cuore, che parte però dai nostri piedi, dal nostro movimento, dal nostro darsi da fare; sarà infatti il pastore che offrirà un alloggio, anche se misero, ai due forestieri, un riparo, in sintesi il calore umano.

Tutti i figuranti si sono ritrovati davanti alla capanna con i doni/gesti che hanno messo in atto i lupetti, è calore che si aggiunge, che aumenta, perché prendersi cura dell’altro e del creato è portare calore, condividere è calore. Zu Innaru, però, è andato oltre, ha compreso la verità, il vero calore che conforta i cuori proviene da questa storia immensa, unica, straordinaria che si presenta ai suoi occhi. Un Dio-Bambino ha deciso di prendersicura di tutti gli uomini e le donne della terra indicandoci concretamente ed in modo semplice il sentiero della pace, dell’accoglienza, della bellezza, della giustizia, amandoci così come siamo, chinandosi per farci rialzare. Lui considera speciale ogni essere umano, nessuno escluso. L’umanità non dovrà sentirsi mai più sola.

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