Stomachevole sceneggiata…l’opinione di Rita Faletti

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La guerra di aggressione dell’Ucraina ha costretto l’Europa a vedere quello che si era rifiutata di vedere, la minaccia russa, con l’illusione di salvaguardare i propri interessi economici e commerciali, in realtà agendo contro se stessa e la propria sicurezza. Che è un tema legato alla difesa della sovranità e dell’integrità territoriale di uno stato contro tentativi potenziali di occupazione da parte di potenze straniere, e che rimanda tassativamente al tema importante della difesa militare. Se Gran Bretagna e Stati Uniti non avessero continuato a inviare aiuti militari all’Ucraina, oggi quel paese sarebbe ridotto in schiavitù. Non servirebbero generici negoziati di pace, rivendicati nella manifestazione romana “Europe for peace” senza, peraltro, l’indicazione di precise condizioni da imporre ai due belligeranti. Omissione non casuale che rivela con evidenza palmare che certo pacifismo è fazioso e nasce da indifferenza cinismo e calcolo politico. Omissione che denuncia la consapevolezza dell’impossibilità di costringere l’aggressore a sedersi al tavolo delle trattative se non accettando le sue condizioni. Ricondurre l’Ucraina, e forse non solo l’Ucraina, nella vecchia sfera di influenza sovietica, è il piano che esiste nella mente di Putin da molto prima che i carri armati russi attraversassero il confine ucraino. Potrà, lo zar, retrocedere di un solo passo da quel piano? Potrà accettare la sconfitta? Chi ieri sfilava a Roma conosce la risposta e sapendo  che non si può contare sull’arrendevolezza del despota,  finge che l’ostacolo alla pace siano Zelensky e gli americani. Che siano allora gli ucraini ad arrendersi. La resa, è questo che si chiedeva e si chiede, senza che lo si dica, ma che si  legge sottotraccia. Che siano gli ucraini ad arrendersi. Richiesta infame a chi affronta da molti mesi una violenza brutale. Richiesta da parte di chi? Di chi, al posto degli ucraini, non sarebbe resistito più di 60 minuti senza l’intervento degli yankee. Gli italiani non sono nati guerrieri, sono nati servitori, nonostante il Risorgimento e la Resistenza. Ieri, gli italiani che erano a Roma, si sono inchinati al tiranno. Esponenti dell’anti americanismo d’antan, politici mediocri e parolai, cagnolini ammaestrati della destra estrema e della sinistra radicale, cattolici senza midollo, imbecilli ignari della storia, hanno avuto e hanno l’impudenza di chiedere la resa di chi, arrendendosi, perderebbe, con la libertà, anche se stesso. Se gli è tanto cara la libertà, la difendano pure, ma non con le armi pagate da noi. E’ il pensiero che passava da una testa all’altra, tenuto a freno dalla bocche che si schiudevano alla parola pace, che puzzava di falso. Una stomachevole sceneggiata.

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