Truffe bancarie digitali: centinaia di cittadini colpiti

Per Confconsumatori: «Non convince la scelta delle Banche di addebitare tutte le responsabilità ai clienti»
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Confconsumatori, tramite le proprie sedi territoriali, in queste settimane sta assistendo centinaia di utenti bancari che si sono visti sottrarre, attraverso sofisticate truffe digitali, somme significative dai propri conti correnti online o dalle proprie carte di pagamento.

LE TRUFFE – Si tratta sempre più spesso di fenomeni di phishing – in cui il truffatore estorce dati all’utente con l’inganno – che prendono il via grazie all’sms spoofing: ciò significa che un messaggio fraudolento si inserisce nella conversazione autentica con la Banca. Talvolta, l’sms è seguito da una telefonata (anch’essa apparentemente riconducibile al numero verde della Banca) del sedicente operatore bancario che, con la scusa di bloccare un pagamento truffaldino, sottrae all’utente, ignaro, i codici per autorizzare i pagamenti fraudolenti.

LA RISPOSTA DELLE BANCHE – Confconsumatori ha rilevato che i servizi antifrode degli intermediari, anche se avvisati pochi minuti dopo l’operazione truffaldina, si limitano a bloccare l’accesso al conto o alla carta ma si rifiutano di recuperare e stornare il pagamento, senza tenere conto che, nel 90% dei casi, si tratta di pagamenti eseguiti all’estero, magari anomali e inconsueti per il cliente. Per questo, al momento sono centinaia gli arbitrati bancari – ancora in attesa di esito – depositati dalle sedi Confconsumatori presso la Banca d’Italia con l’obiettivo di ottenere un rimborso per le persone derubate.

«La scarsa sicurezza dei pagamenti elettronici, in realtà, contrasta con le politiche di questi ultimi anni, tese a ridurre l’utilizzo del contante», dichiara la responsabile provinciale Confconsumatori avv Samantha Nicosia. «Quindi, l’atteggiamento delle Banche non è vincente e non si addice alla politica a favore della moneta elettronica; non convince neanche la tesi di addebitare tutte le colpe all’utente vittima di truffa, perché ancora oggi non viene spiegato il motivo per cui la chat messaggistica può essere violata, e i sistemi informatici antifrode delle Banche non rilevano, in tempo reale, operazioni anomale per il profilo del cliente come ad esempio pagamenti, bonifici o ricariche fatte all’estero, ovvero denaro ricaricato sulla propria carta che, dopo un attimo, viene speso all’estero».

COME TUTELARSI – Confconsumatori, innanzitutto, suggerisce agli utenti di non cliccare sui link contenuti in sms apparentemente bancari prima di avere conferma della loro autenticità: quando si ricevono sms di questo tipo è opportuno, prima di aprire ogni link (che normalmente rinvia ad un sito “specchio” di quello reale), contattare direttamente la propria Banca.
Le vittime di questo genere di truffa devono come prima cosa disconoscere le operazioni presso la Banca e sporgere denuncia all’autorità giudiziaria, rivolgendosi poi alle sedi territoriali di Confconsumatori per ricevere assistenza: www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

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