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Confcommercio Ragusa. La corsa all’inflazione non si ferma più

"A gennaio incremento del 4,7% su base annua, il più elevato dalll'aprile del 1996"
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“Situazione sempre più pesante. A gennaio continua a una marcia ancora più forte la corsa dell’inflazione. Lo confermano i dati definitivi diffusi dall’Istat secondo i quali l’indice dei prezzi al consumo è infatti aumentato in provincia di Ragusa dell’1,4% su base mensile e del 4,7% su base annua dal +3,8% del mese precedente. È l’incremento tendenziale più alto dall’aprile del 1996”.
E’ quanto afferma il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, che rileva come “a trainare l’aumento siano i beni energetici che fanno segnare una crescita su base annua mai registrata (da +29,1% di dicembre a +38,6%, con la componente regolamentata che sale da +41,9% a +94,6%)”. Schizzano in alto i prezzi dei beni alimentari, sia lavorati che non lavorati (da +3,6% a +5,4%) e quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,3% a +3,5%), mentre rallentano invece i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +3,6% a +1,4%). “Stiamo parlando dell’inflazione che a gennaio sfiora il 5% – continua Manenti – un quadro grave, come purtroppo avevamo annunciato già settimane fa, e che delinea una situazione che non si risolverà a breve e con cui famiglie e imprese sono obbligate a confrontarsi. La causa principale, lo sappiamo, è l’aumento degli energetici con l’associazione di tensioni anche nell’alimentare, per via delle materie prime, nella ristorazione e nei servizi di alloggio, in cui la componente energetica incide in misura rilevante sui costi d’esercizio delle imprese. La crescita dei prezzi al consumo deprime il potere d’acquisto della ricchezza detenuta in forma liquida, riducendo la crescita dei consumi e indebolendo la dinamica del Pil per l’anno in corso. È assai probabile che nei prossimi mesi questo trend si consoliderà per effetto dell’aggiornamento dei listini da parte di un numero crescente di imprese. Resta per ora difficile stabilire quali saranno gli effetti di questi aumenti sulla necessaria ripartenza dei consumi in alcuni campi, come ad esempio quello della ristorazione”.

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