Confimprese iblea: “Uniamo tutte le forze della ristorazione”

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Un’unica voce per chiedere sostegni e aiuti. Un invito di Confimprese iblea alle altre organizzazioni di categoria. Un pacchetto di interventi con un unico obiettivo. Aiutare il settore alberghiero e della ristorazione. L’appello è di unire le forze. Perdite, paura, abbandono e smarrimento: queste le mine innescate nell’annus horribilis della ristorazione. Un settore dal futuro incerto e, se pur resiliente e combattivo, e’ oramai allo stremo. Per le imprese ristorative il bilancio 2022 è più simile a un bollettino di guerra: in fumo circa il 60% dell’intero fatturato annuo. “Il settore è allo stremo –spiega Pippo Occhipinti, presidente provinciale di Confimprese iblea – ogni giorno registriamo un crollo del fatturato per la mancanza di clienti. Adesso è arrivato il momento di unire le forze con tutte le sigle e le organizzazioni di categoria. E chiedere, con forza, interventi celeri. Siamo affrontando, di fatto, un nuovo lockdown e senza aiuti inizieranno a chiudere le aziende e fioccheranno i licenziamenti”. Parole amare quelle del presidente provinciale di Confimprese che ha il “termometro” della situazione dei ristoranti in città e non solo. “Le prenotazioni sono crollate –aggiunge Occhipinti – solo pochissimi tavoli a pranzo e a cena. Molti clienti sono rinchiusi a casa con il Covid. Altri, guariti, hanno paura. Ora basta, vogliamo chiarezza e risposte. Diciamo basta al governo delle chiacchiere, basta al governo dei proclami, basta al governo che mortifica gli imprenditori”.

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