Saga Quirinale…l’opinione di Rita Faletti

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Siamo al terzo giorno del tortuoso percorso che dovrebbe, auspicabilmente, spostare Draghi da Palazzo Chigi al Quirinale. Se il parlamento, e il paese che ne è lo specchio, non fossero un caso lampante di anomalia, alla prima elezione quel nome sarebbe stato unanimemente votato. Invece si sta brigando perché il premier rimanga dov’è, con la scusa che, “senza timoniere”, la nave in tempesta potrebbe affondare. I cronachisti, per troppa indulgenza o per timore delle conseguenze, evitano domande ficcanti. Chi è responsabile delle condizioni della nave? Non siete forse voi ad averla ridotta così? Aver votato Draghi a maggioranza, quando Mattarella aveva compreso la gravità della situazione e si rischiavano le urne, non è stata un’ammissione di fallimento e un segnale di resa? Nell’anno appena trascorso, vi siete preoccupati di dare senso e sostanza al vostro incarico, di considerare con serietà le vostre responsabilità verso il Paese, di condividere, non solo a parole, l’operato del governo e di remare nella stessa direzione con convinzione e spirito di unità? Se così è stato, perché temere di mandare Draghi al Colle? Per vostra inadeguatezza o per scongiurare la fine anticipata della legislatura?  Domande di cui si conoscono le risposte, altrimenti oggi i partiti avrebbero l’orgoglio di dimostrare che sono in grado di proseguire lungo il tracciato segnato dal governo Draghi e voterebbero compatti per il suo passaggio al Quirinale. Al contrario, sembrano aver cancellato l’esperienza dell’ultimo anno di governo, ansiosi di riprendere il loro ruolo e intenzionati a logorare il premier per tutta la durata della furiosa campagna elettorale che inizierà subito dopo l’elezione del successore di Mattarella. In queste ore c’è un’accelerazione negli incontri, nello scambio di dichiarazioni, nell’abbozzare progetti e avviare interlocuzioni, insieme a un giro di nomi da una parte e dall’altra, in attesa di quello finale. Il più loquace di tutti è Conte, che con il solito stile e la solita voce chioccia, parla e parla alla folla di portatori di microfono che registrano e intanto cercano disperatamente nel mare di parole un dettaglio, una virgola che aiuti a capire se dietro la volontà di chiudere le porte del Quirinale in faccia al candidato migliore, ci sia una parvenza di progetto, un’ombra di idea. Le parole seguono il pensiero, in taluni casi le parole seguono solo altre parole. Diverso il comportamento di Letta. Il segretario del Pd è cauto e segue con preoccupazione le mosse di un alleato poco affidabile che sta giocando per sé. La situazione è confusa e a Salvini non sembra vero essere tornato al centro della scena. Tutti lo cercano, tutti vogliono convenire con il protagonista incontrastato del momento. Il leghista propone successive rose di candidati e nel tourbillon di nomi e incontri si sente come ai tempi sciagurati del governo gialloverde, quando l’allora commissario tedesco per il Bilancio, Oettinger, commentò sarcastico: “Gli italiani impareranno a votare”. Chissà, forse gli italiani. I partiti sono recidivi, il parlamento della Repubblica continua ad essere la sede dove l’ameno si mescola con il comico, il grossolano con il volgare, il furbesco con l’intrallazzato. In un contesto del genere ogni invito alla serietà cade nel vuoto e trionfa il ridicolo. Lunedì scorso, la maggioranza relativa, i grillini per intenderci, sono stati raggiunti da un messaggio su WhatsApp: “Votate scheda bianca” e, a seguire: “significa non mettere nessun nome”. Come non dubitare della qualità di parlamentari che avrebbero il dovere e l’onore di eleggere capo dello Stato una persona che, con la sola presenza, ha ricostruito l’affidabilità e la credibilità del paese davanti a un’Europa notoriamente scettica sulle capacità e l’efficienza di una classe politica mediocre? Fermare Draghi significherebbe fermare il paese e gettarlo nel caos. Quanto valgono i 5S? Cos’è Conte per Letta, che il segretario del Pd non possa rinunciare a un’alleanza di cui il Partito democratico ha pagato, con il paese, conseguenze pesanti?

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