Aggregazione Camcom Ragusa. Cgil: “Follia causata da vendette”

Scifo: "Scelta insensata e illogica. Ci batteremo per una Camera territoriale”
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Il Ministro dello sviluppo economico ha firmato i decreti di nomina dei commissari per le Camere di Commercio siciliane che sono state ridisegnate in forza dell’emendamento presentato lo scorso luglio dall’onorevole Stefania Prestigiacomo insieme ai deputati Nino Minardo della Lega, Fausto Raciti e Paolo Ficara e approvato dal Parlamento.
Non esiste più la Super-Camera di Commercio della Sicilia Orientale, ma la Camera di Commercio di Catania mentre le Camere di Commercio di Siracusa e Ragusa sono state associate ad una più grande Camera di Commercio a cinque che riunisce anche le province di Trapani, Agrigento, Caltanissetta.
Questa nuova composizione delle Camere di Commercio accorpate che vede Ragusa aggregata a Caltanissetta, Agrigento e Trapani insieme a Siracusa è semplicemente una follia.
Il frutto di una storia di vendette fra gruppi di potere che nulla hanno a che fare con l’interesse collettivo e le finalità istituzionali dell’intero sistema camerale.
L’onorevole Prestigiacomo di Forza Italia dichiara che con questa nuova geografia degli accorpamenti “è stata riconosciuta la specificità e la diversità delle esigenze della Sicilia sud-orientale che per storia, economia, vocazione sono diverse da quelle dell’area etnea”.
Una dichiarazione veramente incredibile che afferma cose improprie relativamente alla geografia economica, storica e sociale del sud est Siciliano. Se l’onorevole Prestigiacomo sostiene che Ragusa e Siracusa appartenenti al sud – est siciliano nulla hanno a che vedere con l’area economica etnea, figuriamoci allora con Caltanissetta, Trapani e Agrigento.
Questo dimostra che in Sicilia certa politica rincorre finalità di interessi particolari e gestione del potere lontane dalle esigenze reali dei territori e delle comunità. Quando a luglio fu approvato l’emendamento Prestigiacomo, la CGIL di Ragusa ha subito ribadito la propria contrarietà pur riconoscendo molte criticità al percorso di accorpamento di Ragusa con Catania.
Abbiamo da sempre sostenuto che i primi anni di vita della super Camera di Commercio di Catania abbiano determinato un passo indietro per una provincia abituata ad avere come riferimento la Camera di Commercio come ambito di discussione sui progetti di sviluppo per il territorio. E’ lampante l’esempio riguardante le infrastrutture; dapprima il confronto su ogni possibile progetto di infrastrutturazione del territorio vedeva nella Camera di Commercio, insieme alle sue rappresentanze Istituzionali e sociali, l’ambito naturale di incontro. Da quando c’è stato l’accorpamento di fatto si è determinato un trasferimento nella sede centrale di tutte le funzioni istituzionali e sociali.
Con la nomina dei Commissari è chiaro che ormai il percorso di accorpamento delle 5 Camere di Commercio è in dirittura di arrivo e pertanto dichiariamo la nostra contrarietà sull’ operazione “Prestigiacomo”.
La riteniamo insensata e illogica perché il progetto del Sud –Est mette comunque in relazione un’area vasta in continuità geografica fortemente caratterizzata da sistemi produttivi locali molto interdipendenti e una strategia comune sul processo di infrastrutturazione dell’intera area ricadente nelle tre province di Ragusa, Siracusa e Catania. Mettere insieme Ragusa e Siracusa con Trapani, Agrigento e Caltanissetta vuol dire realizzare una accozzaglia di realtà e territori distanti tra loro non solo geograficamente.
Purtroppo manca l’azione determinata e coerente del Governo regionale che con la delibera del 29 dicembre, pur affermando la contrarietà al percorso avviato dal Governo nazionale, di fatto non interviene con chiarezza sulla reale volontà del Governo regionale rimandando la questione a verifiche ed analisi di sostenibilità, mentre di fatto la nomina dei Commissari sta determinando i nuovi assetti.
E’ chiaro che anche su questa vicenda pesano gli equilibri politici di questa maggioranza regionale di governo che come in altri importanti ambiti prevalgono a discapito dell’interesse collettivo.
La CGIL continuerà questa battaglia per un sistema camerale territoriale e nel complesso regionale coerente con le finalità istituzionali e quindi al servizio di un processo di sviluppo dell’intero sistema produttivo per lo sviluppo sostenibile e l’incremento occupazionale.

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