Presidente consiglio comunale di Vittoria: “Querela per sindaco”

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 Querela per il sindaco di Vittoria che cerca di nascondere la sconfitta della sua maggioranza insultando e rilanciando falsità”. A replicare al sindaco Francesco Aiello, sulla vicenda della presidenza del consiglio comunale, è il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia.

“Quello che doveva essere il sindaco con il sorriso dopo solo un mese di amministrazione è diventato il sindaco che urla e insulta ed è anche il sindaco senza maggioranza. Un “bel” risultato: la “cura” evidentemente non sta funzionando. Adesso Aiello, nel marasma più totale, dopo la sconfitta della sua maggioranza in consiglio cerca di alzare i toni propugnando falsità sull’elezione del presidente del consiglio e per le sue parole – rilanciate anche da una nota stampa – verrà querelato”.
“E’ evidente come il sindaco non sia il leader di questa maggioranza e non può essere un suo comunicato stampa a dare l’indirizzo del consiglio comunale. Il civico consesso non è alle sue dipendenze. Se tenta di intimidire qualcuno con le sue parole ha toppato. Noi ci rivolgeremo alla magistratura per evidenziare ciò che è accaduto in aula: urla, minacce. Durante le sospensioni si sono introdotti in aula soggetti vicini al sindaco proferendo insulti e intimidazioni: tutto ciò è oggetto di querela. L’opposizione non abbasserà la testa dinanzi a questa deriva che mette a rischio la democrazia”.
“I video con le minacce e gli insulti sono eloquenti per cui chiediamo con urgenza al Prefetto di inviare una commissione ispettiva al Comune di Vittoria. Ci sono fatti gravi che rischiano di condizionare il buon andamento della pubblica amministrazione e di conseguenza di inficiare la democrazia. In città inoltre vi è una pericolosa recrudescenza criminale e le ultime dichiarazioni emerse dal procedimento Exit Poll hanno aperto uno spaccato altamente inquietante. Prefettura e Ministero degli Interni intervengano con urgenza”.
Poi i consiglieri affrontano ciò che è accaduto durante l’ultima seduta: “Sulla votazione del presidente del consiglio è chiaro e solare come si sia svolta seguendo le disposizioni di legge. C’è stata la presenza e la supervisione del notaio dell’aula, il segretario generale, e lo spoglio è avvenuto dinanzi a tre scrutatori, di cui 2 della maggioranza. Scrutatori che al momento dello spoglio non hanno avuto nulla da eccepire e che erano posizionati – come è facile vedere dai video – in maniera ottimale per visionare eventuali anomalie. Guarda caso dopo la sonora sconfitta e solo dopo oltre un’ora si è sollevato il dubbio della cattiva interpretazione dei voti. E guarda caso dopo che queste schede fossero rimaste incustodite e alla mercé di chiunque nel caos dell’aula, dove nella stanza retrostante il sindaco urlava e batteva pugni sul tavolo e con decine di persone che circolavano in consiglio. Ciò che è accaduto l’hanno visto tutti i cittadini: noi continuiamo a rispettare il nostro ruolo, le sceneggiate le lasciamo ad altri”.
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