Giornata per diritti dei ragazzi. Modica, L’Arca e gli studenti

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Nel 1991 si ratificava in Italia la Convenzione internazionale dell’ONU sui diritti dei minori. Una pietra miliare che ha consentito una rivoluzione culturale rispetto al modo di “vedere” i bambini e i ragazzi nel nostro Paese e in tutto il mondo.

Anche quest’anno la Cooperativa l’Arca di Modica ha fortemente voluto celebrare questo trentennale coinvolgendo i ragazzi della città. E li ha raggiunti in un momento storico eccezionale, quando la pandemia ha determinato distanze, difficoltà, solitudini, ha messo in scacco famiglie e Istituzioni, ha reso complicate le relazioni, in una parola ha reso inevitabilmente più deboli i diritti più elementari di fronte alle ragioni di sicurezza sanitaria che il COVID ha imposto.

A circa 700 ragazzi delle seconde medie di Modica, nello scorso mese di maggio, è stato somministrato un questionario per chiedere loro come stanno, cosa ha determinato nelle loro vite la pandemia, con chi parlano, come hanno affrontato l’isolamento, lo studio, come vedono il futuro.

A partire da questi dati, che nei prossimi mesi verranno ufficialmente restituiti alle scuole e alla Città, la Cooperativa L’Arca sta rientrando nelle scuole per parlare con i ragazzi, per discutere di ciò che emerge dai questionari, per individuare le Parole che hanno caratterizzato questa“Esperienza del COVID”.

Sono, infatti, state coinvolte alcune classi di terza media, in rappresentanza degli Istituti comprensivi che hanno aderito all’iniziativa, per ascoltare meglio, per approfondire di più, per dare spazio al dialogo e al confronto. E come ogni volta i ragazzi stanno rispondendo a questi stimoli con entusiasmo e serietà.

Dai questionari emerge una fotografia in cui i ragazzi hanno pagato un prezzo salato rispetto alla solitudine, ma hanno trovato il modo di affrontarla. Hanno avuto paura, ma non si sono fatti vincere. Sono stati molto più preoccupati per gli altri che per loro stessi, in controtendenza rispetto al modo in cui spesso vengono percepiti. Sono riusciti a trovare nuovi modi per comunicare, ma emerge con chiarezza che molti di loro non riescono a farlo, soprattutto con gli adulti.

Come già accennato, stiamo raccogliendo Le Parole dei ragazzi, che verranno scelte e rappresentate in modo creativo, per dare vita ad una sorta di mappa per capire, per ricordare, per stimolare riflessioni, per focalizzare l’attenzione sul lavoro che va fatto con loro nel prossimo futuro.

Ed è proprio la percezione positiva del futuro, che i ragazzi fanno emergere con forza dai questionari, che ci auguriamo spinga tutti noi, insieme, a rimettere insieme i pezzi nelle nostre comunità: investendo sui ragazzi, sui loro bisogni, sui loro sogni, sui loro diritti.

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