Retata per appalti e tangenti. Nell’inchiesta azienda comisana

Una mazzetta da 5 mila euro al centro dell'inchiesta
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Corruzione per l’aggiudicazione di lavori pubblici: operazione della guardia di finanza, dal nome «Genius», nelle province di Catania, Enna, Ragusa e Caltanissetta. Nell’inchiesta della Procura distrettuale di Catania vengono ipotizzati i reati di corruzione, turbata libertà degli incanti e falso in atto pubblico, in relazione a lavori pubblici in provincia di Catania.

Le indagini riguardano le commesse pubbliche relative al consolidamento di dissesti stradali, causati da smottamenti, nell’area del Comune di Aci Catena, alla sistemazione e all’ammodernamento di una strada provinciale a Catania, ai lavori di recupero del sedime portuale, anche ai fini della messa in sicurezza per gli utenti e i lavoratori, del porto di Catania, per un valore complessivo di opere pubbliche messe a bando pari a 4 milioni di euro.

«Le investigazioni – si legge in un comunicato – hanno consentito di evidenziare la sussistenza di un grave quadro indiziario, commisurato all’attuale fase delle indagini in cui il contraddittorio tra le parti non risulta instaurato in modo completo, relativamente all’illiceità di una serie di condotte attribuibili a dirigenti e funzionari del Genio civile di Catania».

Sotto accusa Natale Zuccarello e Saverio Verde, all’epoca dei fatti dirigenti del Genio civile di Catania e Ignazio Carbonaro, quest’ultimo pubblico ufficiale in servizio sempre presso il Genio civile di Catania. Per l’accusa, nell’ambito di alcune opere pubbliche gestite dal Genio di Catania, si sarebbero adoperati al fine di favorire, dietro pagamento di una somma di denaro o altre utilità, la società Nurovi srl, di costruzioni edili con sede a Gela, rappresentata da Nunzio Adesini e Rocco Mondello, entrambi raggiunti da misure cautelari.

Con riferimento ai lavori relativi alla sistemazione della strada provinciale 192 sotto accusa ancora Zuccarello, Verde e Carbonaro: avrebbero falsificato il verbale di selezione delle ditte che avrebbero dovuto partecipare alla gara per l’aggiudicazione dei lavori, attestando di essersi riuniti e avere estratto a sorte le ditte partecipanti, in realtà già da loro precedentemente individuate. Zuccarello e Verde, sempre secondo le accuse della Procura, al fine di aggirare il principio di rotazione delle società che potevano partecipare alla gara per l’aggiudicazione dei lavori e favorire la Nurovi, si sarebbero adoperati per conferire l’appalto in questione al Consorzio artigianale edile Comiso (Caec), rappresentato da Sebastiano Caggia. Questo Consorzio, a cui si era associata poco prima della gara la stessa Nurovi, ha poi assegnato proprio a quest’ultima l’esecuzione dei lavori. Caggia è l’imprenditore per il quale è scattato di divieto di esercitare l’ufficio di amministratore delegato del Consorzio artigianale edile Comiso (Caec).

Per questi due episodi Adesini e Mondello avrebbero consegnato a Zuccarello la somma di 5 mila euro, promettendo altri 25 mila euro allo stesso Zuccarello e 5 mila euro a Verde.

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