M5s Ragusa sulla comunicazione fuorviante del “Palazzo”

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Il matrimonio dell’attrice Miriam Leone ha costituito, di certo, un evento, gestito, sotto l’aspetto della immagine e della comunicazione da esperti professionisti. Basti notare solo le foto dell’avvenimento e la loro diffusione centellinata, dalla foto della sposa prima della cerimonia, all’uscita in ape taxi, all’arrivo in chiesa su vettura scoperta, le classiche foto all’uscita della chiesa, in queste ore, poi, sono diffuse le foto del ricevimento nel parco del Castello di Donnafugata.

Numerosi e diversi i commenti sui social, naturalmente contrastanti sul clamore mediatico dell’avvenimento e sugli opinabili effetti per la promozione del territorio.

Ma non si occupa di questo una nota del capogruppo del Movimento 5 Stelle a Ragusa, Sergio Firrincieli, che ferma la sua attenzione solo su uno scambio di commenti dove il portavoce del sindaco prende una topica che, nel suo ruolo, avrebbe potuto e dovuto evitare, ancorché avesse cercato di difendere la comunicazione di palazzo.

Scrive il consigliere Firrincieli: “Un ex assessore comunale, non aduso a polemiche strumentali o inutili, ma che, in diverse occasioni, è assai critico nei confronti del primo cittadino per scelte che non condivide, scrive in un post che “trova da provinciali esultare, come hanno fatto sindaco e assessori di Ragusa, per gli effetti “collaterali”, in termini di promozione della città, derivanti dal risalto mediatico del matrimonio tra Scicli e castello di Donnafugata di Miriam Leone”.

“Non voglio entrare nel merito delle diverse opinioni e dei commenti scaturiti dal post – prosegue Firrincieli – ritengo che qualsiasi forma di esultanza per l’evento non sia da condannare a priori, certo è difficile verificare i ritorni di un simile avvenimento, ma illudersi che siano altamente positivi non è certo un delitto, soprattutto se l’evento non ha costi per l’amministrazione. Ciò che mi ha colpito è l’intervento del portavoce del sindaco che irrompe nello scambio di commenti contestando opinioni che non condivide e che, asserisce, deriverebbero da fatti non veri.

“Il sindaco non avrebbe esultato per questo evento – e aggiunge – dove una riga, dove un comunicato, un post o una intervista in cui esulta?”

Il portavoce, dopo aver, praticamente, accusato l’autore del post di aver riportato fatti non veri, rincara la dose citando Carofiglio quando afferma che la tecnica oggi più utilizzata per criticare qualcuno è mettergli in bocca parole che non ha detto. La posizione del portavoce del sindaco e le sue affermazioni risultano assai gravi alla luce della replica dell’autore del post che cita un preciso comunicato dell’ufficio Stampa del Comune, del 14 settembre, dove il sindaco, l’assessore al turismo e l’assessora alla cultura esprimevano grande soddisfazione (cioè esultano) per il fatto che il Castello di Donnafugata avrebbe ospitato il matrimonio di Miriam Leone”.

A questo punto, Firrincieli cerca di chiarire tutta la questione: “Ha ragione l’autore del post se si stupisce delle gravi affermazioni del portavoce che nega l’esistenza di un comunicato dell’ufficio stampa che, forse, ha redatto lui stesso, ma che, soprattutto si spinge incautamente al punto di insinuare che l’autore avrebbe detto il falso. Rintracciare il comunicato è stato difficile perché lo stesso è stato sostituito, il giorno successivo, da un’altra nota, completamente rimodulata. Ma qualcuno aveva pubblicato e molti avevano letto. Poi questo comunicato scompare, viene sostituito su richiesta dell’Ufficio Stampa del Comune, e il portavoce pensa di poter ritornare a cavalcare la comunicazione come in un rodeo, negando l’esistenza della nota e accusando di falsità chi ne riporta i contenuti appurati per caso. Senza nemmeno rispondere all’autore del post che chiede perché mai il comunicato è stato sostituito e se ne nega l’esistenza”.

“Non ci piace che il portavoce del sindaco cerchi di barare con la cosa pubblica, anche solo per la comunicazione, e non ci piace che il sindaco permetta queste cose.

Peraltro, pare che la nota sia stata sostituita, praticamente annullata, per l’intervento degli addetti stampa della Leone che ne avrebbero chiesto la cancellazione, una bocciatura sonora per gli interventi del sindaco e degli assessori, non si sa se scritti dagli stessi o dal portavoce, come avviene solitamente. Un quadretto che si sarebbe potuto evitare, limitando i danni alla bocciatura del comunicato che pochi avrebbero saputo, solo se il portavoce non si fosse impelagato, in maniera azzardata e avventata, in una sonora sconfitta di immagine che lede la credibilità della comunicazione di palazzo”.

Conclude Firrincieli: “Un caso nel quale il sindaco non è esente da colpe, occorrerebbe chiarire i ruoli fra portavoce e ufficio stampa e, soprattutto, chiarire chi scrive i comunicati. Se sono produzione del portavoce, la bocciatura da parte di professionisti del mondo dello spettacolo e della televisione, autorizza a profonde riflessioni sulla valenza dell’incarico fiduciario del sindaco, peraltro lautamente retribuito. Ancora peggio se il portavoce fosse un semplice trascrittore, se come dice lui stesso, scrive sotto dettatura di Cassì, in questo caso il sindaco non sarebbe esente da colpe gravi”.

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