I fatti dell’hot spot di Pozzallo. Italexit: “Altro fallimento”

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Se quanto  accaduto domenica pomeriggio presso l’hotspot di Pozzallo venisse confermato, sarebbe l’ennesimo fallimento del sistema accoglienza che il nostro paese pratica oramai da diversi anni. Lo sostiene il Coordinatore Provinciale di Italexit, Emanuele Cavallo.

“Apprendiamo, ma aspettiamo conferma, che gli extracomunitari ospitati all’interno della struttura avrebbero appiccato le fiamme mettendo in gravissimo pericolo il personale di vigilanza, loro stessi e la struttura. Ma altrettanto grave, come si evince dalle immagini di alcuni video che girano in rete, è la fuga, scene da films, degli extracomunitari che si sono immediatamente dileguati verso l’entroterra, generando un dubbio sulle loro vere intenzioni. Ossia che avrebbero potuto appiccare il fuoco per creare caos e poi fuggire. Dubbio rafforzato anche dal fatto che gli spazi per mettersi al sicuro dalle fiamme senza allontanarsi dalla struttura non mancano. Il tutto, sotto la presenza impotente delle Forze dell’ordine e dei Militari, che non finiamo mai di ringraziare per quanto fanno”.

In questi giorni si sono registrate fughe di extracomunitari da diversi centri di accoglienza, in particolare in quelli dell’agrigentino, a dimostrazione che non si è in grado di gestire l’accoglienza garantendo un’adeguata sicurezza dei siti.

“Al di la della evidente difficoltà nella gestione delle strutture, nei giorni in cui si sta per chiedere un’ulteriore limitazione alla mobilità agli italiani per via dell’emergenza sanitaria, non è possibile consentire la fuga e la libera circolazione a chi è entrato illegalmente nel nostro paese.

Non si tratta più di razzismo, ma di gestione del fenomeno immigrazione che come è noto necessita di interventi sovranazionali che ad oggi i nostri governi non sono stati in grado di imporre”.

L’accaduto è sicuramente fonte di preoccupazione per la cittadinanza, ma  soprattutto, in caso si dovesse accertare che l’incendio sia stato lo strumento per organizzare la fuga, potrebbe innescare pericolose tensioni sociali, motivo per cui Italexit chiede alle istituzioni preposte alla gestione degli hotspot, dal Prefetto della Provincia di Ragusa al Sindaco di Pozzallo e a quelli dei comuni limitrofi, di fare fronte comune nell’affrontare il problema della gestione e della sicurezza della struttura.

 

 

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