Sistema camerale. Interviene la consulta associazioni di categoria iblea

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Con un recente emendamento al Decreto Sostegni-bis approvato proprio in questi giorni dalla Camera dei Deputati, al Governo regionale è stata conferita la possibilità di provvedere, entro il 31 dicembre 2021, alla riorganizzazione del sistema camerale in Sicilia; nel contempo è stata deliberata la creazione di una nuova Camera di Commercio che dovrebbe aggregare i territori di Ragusa e Siracusa con quelli di Agrigento, Caltanissetta e Trapani. Su questo argomento si sono già registrate diverse prese di posizione di segno diverso ed in alcuni casi opposto.
Anche la Consulta provinciale delle associazioni di categoria di Ragusa, costituitasi da qualche mese (formata da Agci, Cna, Confagricoltura, Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop e Sicindustria) ritiene pertanto doveroso far sentire la propria voce in merito.
“Innanzitutto – è scritto in una nota – bisogna dire in modo molto chiaro che la determinazione sulla nuova Camera da costituire non è assolutamente condivisibile, in quanto si tratterebbe con tutta evidenza di unire territori che poco hanno in comune tra di loro, prima di tutto da un punto di vista economico e sociale. Tuttavia, è altrettanto vero che, nel corso degli anni, la riforma attuata sulla base della legge Madia ha mostrato limiti evidenti in tutta Italia, mortificando in alcuni casi le istanze dei territori: pertanto è da giudicare in modo estremamente favorevole il fatto che l’approvazione della nuova norma (e qui sta il suo valore positivo) consente in ogni caso di riaprire una discussione ampia ed aperta che potrà portare a nuove soluzioni più vicine agli interessi reali delle imprese. C’è, infatti, la piena consapevolezza che la realtà delle imprese è profondamente distante dalle discussioni che in questi giorni stanno animando i tavoli della politica e dell’associazionismo, ma proprio per questo motivo risulta fondamentale che la possibilità di riorganizzare il sistema camerale in Sicilia venga attuata nella forma il più possibile vicina alle istanze delle imprese e che contribuisca a riportare le Camere di Commercio al ruolo di effettivo centro propulsore dello sviluppo economico dei territori”.
“Le imprese – è chiarito ancora – non prendono parte alle polemiche di parte e ai giochi di potere; le imprese guardano ai risultati e alla concretezza del ruolo che le Camere di Commercio possono svolgere rappresentando correttamente gli equilibri fra i diversi attori in campo. La Consulta di Ragusa, pertanto, chiede con forza al Governo regionale di avviare immediatamente il confronto con le associazioni datoriali che rappresentano le componenti stesse delle Camere di Commercio e di farsi carico, insieme ad esse, di aprire un confronto a livello nazionale con il Ministero dello Sviluppo economico e con il tavolo tecnico istituito nel suo ambito”.
“Le associazioni di categoria costituenti la Consulta provinciale di Ragusa – conclude il documento – hanno una propria idea preferenziale per quanto riguarda la riorganizzazione del sistema camerale in Sicilia ed è quella che vedrebbe come obiettivo finale una Camera di Commercio autonoma formata dalle imprese dei territori di Ragusa e di Siracusa. Tuttavia, le stesse associazioni sono assolutamente pronte al confronto che si aprirà partecipandovi con spirito di collaborazione e senza pregiudizi di sorta o posizioni precostituite”.

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