Modica. Caffè Letterario Quasimodo dedicato a Dante

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Una serata ricca di poesia, letteratura, arte, musica quella di sabato sera al Caffè Letteario Quasimodo di Modica, svoltasi nell’Atrio Comunale.
Dopo il saluto  dell’assessore alla Cultura, Maria Monisteri, l’appuntamento è stato caratterizzato da un coinvolgente e appassionato intervento di Antonio Borromenti, che si è soffermato, tra l’altro, con commenti puntuali, sia sul canto V dell’ Inferno che su versi del Purgatorio facendo cogliere la grande attualità della Divina Commedia e affermando che essa non è rappresentazione dell’aldilà, ma panorama della società terrena.
La lettura di alcuni canti della Divina Commedia a cura di Daniele Voi e l’esposizione di quadri dei pittori iblei Guido Cicero, Rosanna Criscione, Rita Iacono, Emanuela Iemmolo, Anna Ottaviano e Giuseppe Spalla, che fanno parte dei 333 artisti della Collettiva Nazionale itinerante sulla Divina Commedia che sarà inaugurata il prossimo 10 luglio, hanno reso vivace e ricco l’appuntamento. I pittori hannno esposto opere centrate su Beatrice, Paolo e Francesca, Manfredi, Dante: il guelfo bianco tra neri e altre tematiche legate a versi della Divina Commedia.
Nel corso della serata si sono tenuti due collegamenti streaming con Milano per interloquire con lo storico e critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso, curatore della Collettiva Nazionale itinerante che toccherà diverse città italiane (Firenze, Mantova, Ravenna, Matera etcc) e con Mantova, con il M° Filippo Lui, compositore musicale di due video poesie: “Ode a Dante”, composta da Domenico Pisana, e “Pentimento” di Antonella Monaca. Molto belli e applauditi gli intermezzi musicali del Duo “Corde enigmatiche”, composto dal Direttore artistico del Caffè Quasimodo , M° Lino Gatto, e M° Fabio Rizza (Arpa) modicano, che ha frequentato il Conservatorio “Verdi” di Como e il Conservatorio Arrigo Boito di Parma, ove ha conseguito la laurea in Arpa, e che si è esibito nel dicembre del 2017 a Tokyo, nel gennaio 2020 in Lettonia, e come solista al Festival Internazionale Celtica a Courmayeur, in Valle d’Aosta, e presso la Sala Corelli del Teatro Dante Alighieri di Ravenna. Di recente ha pubblicato “Tre Brani Magici” e “Luci di Venezia”, quest’ultimo è stato eseguito per il Festival Internazionale di Edimburgo dal Maestro d’Arpa del conservatorio di Manchester.
L’appuntamento di ieri è stato un omaggio al Sommo poeta ripensando alla sua vita:
– ai suoi 20 anni passati in esilio e alla sua morte da esule;
– alla sua solitudine, ma anche al suo coraggio, alla sua grandezza d’animo con cui sopportò le sventure, piegandosi a bassezze o viltà;
– alla sua capacità di condannare l’ipocrisia, la corruzione, l’avidità, l’ingiustizia;
– al suo amore per la giustizia e all’esaltazione della libertà interiore e civile.
“Come Caffè Letterario Quasimodo – dice il presidente Pisana –  abbiamo voluto sintonizzarci con le tantissime iniziative che stanno ovunque omaggiando Dante nella ricorrenza dei 700 anni dalla morte. Con un intreccio di letteratura, poesia, arte e musica, abbiamo voluto ricordare in questo evento il messaggio d’umanità di Dante; se da un parte egli volle gridare all’umanità la sua indignazione perché si scuotesse dallo squallore di una vita senza bene, dall’altra gridò la sua luminosa speranza nelle virtù che riscattano l’uomo specie se aperto alla scintilla divina, indicandogli i valori fondamentali dell’esistenza: la giustizia, la libertà, la verità, la pace, il coraggio, la lealtà, la tolleranza, l’equilibrio, la sapienza e l’ordine. La Divina Commedia non è rappresentazione dell’aldilà, ma panorama della società terrena; Dante sa bene che nessuna ‘città di Dio’ sarà possibile se non si edifica una giusta ‘città dell’uomo’. Alla costruzione di una dignitosa società umana è fortemente teso il suo poema.
Ringrazio tutti coloro che si sono impegnati nella complessa organizzazione dell’evento, e in particolare Guido Cicero che da parecchi anni sta collaborando come direttore artistico a parecchi eventi organizzati dallo storico e critico d’arte prof. Giorgio Gregorio Grasso”.

 

foto Antonino Giurdanella

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