M5S Modica. A tre anni dalle elezioni, ancora tanto da fare

“Abbiamo ‘portato la voce’ dei cittadini entro le stanze spesso sorde di Palazzo S. Domenico”
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Sono trascorsi tre anni dalle elezioni comunali a Modica del 10 giugno 2018. In questo lasso di tempo, il M5S, nonostante minoranza, si è imposto in Consiglio Comunale grazie all’impegno costante ed all’azione puntuale e competente del suo Portavoce, Marcello Medica; decine gli atti da lui presentati: molti, volti ad esercitare le funzioni istituzionali di controllo e verifica dell’operato amministrativo; altri contenenti proposte concrete e utili per perseguire l’interesse pubblico e collettivo della comunità.
Attraverso il nostro operare riteniamo di aver ‘portato la voce’ di una moltitudine di cittadini entro le stanze, troppo spesso sorde, di Palazzo S. Domenico. Fra le nostre proposte per migliorare il governo della cosa pubblica ricordiamo qui, a caso, le mozioni
relative a Plastic free, campagna europea Stop Global Warming, Case a 1 euro, Baratto amministrativo, Comunità Energetiche e di Autoconsumo Collettivo, Riprese televisive e streaming delle sedute consiliari, Tutela del verde pubblico e privato, Utilizzo dei locali dell’ex Tribunale e tante altre. Contro il caos delle Bollette acqua e rifiuti, per una soluzione decorosa della questione Banca Agricola Popolare di Ragusa, riguardo all’utilizzo dei fondi per la democrazia partecipata, all’utilizzo dei
diserbanti sui cigli stradali, in merito al problema del randagismo ed altro ancora, sui progetti Puc per l’impiego dei percettori del reddito di cittadinanza, sulle annose problematiche della parte vecchia del cimitero, come sulla nuova area esterna, ci siamo battuti con accessi agli atti, interrogazioni, ordini del giorno, mozioni ed emendamenti agli atti presentati dalla Giunta in Consiglio Comunale. Sugli atti della Giunta Abbate il nostro Consigliere ha esercitato la propria legittima funzione di controllo e verifica, denunciando entro il consiglio, la perdita di finanziamenti europei, statali e regionali e le criticità finanziarie che affliggono da anni il Comune di Modica ad oggi, ricordiamolo, ancora in stato di predissesto e sotto stretta osservazione della Corte dei Conti.
Come non citare, infine, le tante iniziative di coinvolgimento dei cittadini, come ad esempio la ‘Città Virtuale diventa Reale’ o ‘Alberi per il Futuro’, insieme al nostro Portavoce locale e non solo. Alla cittadinanza, puntualmente, abbiamo parlato del nostro impegno, facendo seguire ogni nostra attività ed azione da comunicati nei social e nella stampa, perché crediamo fermamente che “così si ha da fare”, in quanto, rendere conto agli elettori è la dimensione etica del far politica. Ma il proporre, controllare e rendicontare del nostro Portavoce non ha trovato il favore del Sindaco Abbate che ha sempre alzato barriere e fossati; infatti, con antagonismo di parte, ha organizzato – nella confusione dei ruoli fra Giunta e Consiglio – il suo esercito di consiglieri e assessori, per evitare l’impatto del confronto dialettico in Aula: la rituale strategia passava attraverso la proposta di sospensione dei lavori del Consiglio per alcuni minuti, cui seguiva la richiesta al nostro Portavoce di ritirare la nostra proposta; al suo logico rifiuto seguiva il voto contrario o l’astensione dell’intera maggioranza che in entrambi i casi sentenziava il “non si approva”.
Le nostre uniche proposte approvate obtorto collo dal Consiglio sono state lasciate senza seguito esecutivo dal Sindaco ed ancora in questo stato giacciono; è il caso della mozione sul Plastic Free del 2018 e mai attuata, del conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, o dello streaming in aula. Del resto, risulta comprensibile – anche se non condivisibile – che la strategia di ecclissare il nostro fare collaborativo e propositivo, sia la sola via d’uscita della maggioranza per evitare di mettere in luce le proprie debolezze creative nel formulare proposte, ed al contempo l’incapacità di confrontarsi dialetticamente su quelle di altri, pur quanto sono palesemente volte all’interesse comune.

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