
La corrispondente da Gerusalemme di al-Jazeera Givara Budeiri è stata arrestata dalla sicurezza israeliana “sul campo” mentre con la sua troupe stava registrando nel quartiere di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme Est. La giornalista qatarina al momento del fermo indossava un giubbotto con la scritta “Press”. La troupe si trovava nel luogo, teatro delle manifestazioni di protesta contro gli sfratti che hanno preceduto il conflitto del mese scorso. Le apparecchiature della troupe sono state completamente distrutte. Abdel Hamid, operatore di al-Jazeera, ha riferito che “E’ stata spinta e prelevata con la forza, anche quando la giornalista cercava di estrarre la sua tessera stampa. Abbiamo parlato con diversi testimoni e non era chiaro il motivo per cui i militari hanno fermato proprio lei, mentre c’erano altri giornalisti stranieri che facevano esattamente le stesse cose”. Sabrina Bennoui, portavoce di Reporters sans frontières, ha riferito che l’arresto ha rappresentato un fatto scioccante, “una chiara violazione della libertà di stampa, perché questa giornalista era chiaramente riconoscibile in quanto indossava un giubbotto stampa”. Un mese fa stessa sorte era capitata anche a una giornalista israeliana del quotidiano Haaretz che stava tentando di superare il confine per entrare a Gaza per compiere un reportage. La polizia israeliana ha vietato a diversi giornalisti palestinesi di entrare a Sheikh Jarrah, affermando che devono essere in possesso di un tesserino rilasciato dell’ufficio stampa del governo israeliano, difficilissimo da ottenere. Giunge ora la notizia che la giornalista è stata rilasciata dalla custodia dopo l’intervento delle diplomazie.


