Le mascherine per audiolesi: accolta la proposta della Fiadda

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L’Istituto Superiore “Galilei Campailla” di Modica ha accolto la proposta della Fiadda Onlus
(Famiglie italiane associate in difesa dei diritti degli audiolesi), permettendo l’acquisto di 20 mascherine trasparenti speciali destinate ai professori di una classe in cui è presente un’alunna sorda portatrice di impianto cocleare, consentendole,così, di non avere ulteriori difficoltà nel seguire le lezioni in presenza.
In questi mesi di pandemia, infatti, la Fiadda Onlus sta monitorando costantemente le segnalazioni e criticità sul territorio nazionale, vigilando sugli effetti negativi della pandemia sulle persone sorde; si è potuto constatare che le mascherine hanno un impatto importante sulla vita delle persone sorde e con differenti gradi di disabilità uditiva. Esse sono diventate ormai il principale strumento di prevenzione, ma rappresentano anche un ostacolo comunicativo nella quotidianità di queste persone che non hanno la possibilità di leggere le labbra e con un suono della voce abbassato di circa 15 Decibel.
La sezione territoriale Fiadda Modica, il 7 gennaio 2021 ha voluto sensibilizzare il territorio ragusano in merito all’esistenza di mascherine trasparenti, donandone 15 certificate come “presidi di comunità” alle logopediste del centro neuromotulesi di Vittoria, Ragusa e Modica, al fine di incentivarne l’uso e far sì che le istituzioni possano omologarle, oltre che certificarle, al pari di una mascherina chirurgica.
La mascherina trasparente può essere di aiuto a tutte le persone, non solo quelle sorde, e in molti ambiti della vita, in quanto permette la comprensione del linguaggio verbale che si serve non solo del labiale ma anche dell’espressività del viso e, quindi, di tutti gli aspetti inerenti al non verbale che riempiono di significato la comunicazione.
“Questa è una piccola-grande conquista, ci dice la madre dell’alunna; in questo gesto non c’è nulla di scontato, anche perché le mascherine sono state valutate con molta attenzione e hanno avuto un costo non indifferente; sono molto contenta per la sensibilità che tutti gli insegnanti hanno manifestato”.
“Dall’inizio della didattica in presenza, cercando di convivere con le regole della pandemia, – afferma la docente di sostegno Lucrezia Agosta – ho sempre sentito e letto come dotare gli insegnanti di sostegno del dispositivo migliore per facilitare la comunicazione con il proprio alunno disabile. Ma se vogliamo parlare di inclusione, la parola proprio non dovrebbe essere neanche pensata e la/lo studente interessato è lo studente di tutti. Anzi, l’attenzione da parte di tutti i docenti ha due risvolti fondamentali; primo: facilitando lo studente disabile si avvantaggiano tutti gli alunni della classe e quindi la disabilità può veramente diventare una meravigliosa risorsa per tutti; secondo: ponendo attenzione alle fragilità in ogni ambito della società, sia esso la scuola o la barriera del centro storico, si concorre a una grande azione di civiltà, compito di tutti noi docenti”.

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