Humanitas…La socialità, bisogno essenziale

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Negli ultimi giorni sulle diverse piattaforme social impazzano “meme” a non finire sul recente programma LOL – Chi ride è fuori, andato in onda su PrimeVideo.
Senza dubbio un format nuovo e per alcuni aspetti interessante, che già esistente nel panorama internazionale con altre versioni e altri humor, che è possibile guardare online. Un’idea pescata dal quotidiano, visto che si basa su un gioco che da piccoli facevano tutti: chi ride prima perde.
LOL, acronimo di “Last one laughing”, cioè l’ultimo a ridere, è una gara tra dieci comici famosi, chiusi insieme per sei ore di fila in una stanza. Tutti contro tutti, con l’unico obiettivo far crollare gli altri concorrenti e vincere. Obiettivo non facile per un gruppo di comici abituati a far ridere milioni di spettatori.
Un programma che ha spopolato non tanto per la qualità dei contenuti, in alcuni casi conosciuti, visto che molti dei comici presenti ha preferito usare i propri cavalli di battaglia per far ridere gli altri.
Esilarante è il fatto di come alle volte le migliori gag, che hanno fatto ridere senza dubbio lo spettatore, non scalfivano i muscoli facciali dei giocatori, ma poi erano le piccolezze a farli crollare: sorridere alla propria battuta o performance, oppure non riuscire più a trattenersi davanti una cosa banale e stupida.
Il programma rimette in circolo anche il bisogno di socialità di stare insieme, condividere, raccontare gioire, ridere e scherzare.
Un bisogno, definibile come primario, di cui l’uomo non può farne a meno. La socialità è essenziale, si coltiva giorno dopo giorno. I social nel tempo sono venuti in aiuto, le moderne tecnologie hanno accorciato le distanze e migliorato la qualità, riuscendosi a guardare in faccia da una parte all’altra del mondo in contemporanea. Ma il contatto con la realtà corporea dell’altro manca, ed è ancora oggi limitato. Si stenta a riprendere, attualmente l’unica forma di contatto, seppur mascherato, sono gli occhi, elemento che permette di comprendere un bel po’ di una persona, ma anche facili da velare. Gli occhi sono lo specchio dell’anima e la porta del cuore, ma molte volte la malinconia, la tristezza, la stanchezza e le mancanze non fanno percepire il ruolo nobile che a loro spetta.
Gli occhi in questo tempo di pandemia solo l’unico porto di accesso alla socializzazione, a comunicare un messaggio in silenzio, a dire tutto e niente, anche se poi alle volte ridono molto di più della bocca.
Il covid ha cambiato il nostro modo di vivere, e quando tutto finirà sarà come una nuova rinascita. La stagione dell’inverno sta per finire, la vita rinasce e la primavera invade le vite di ciascuno dando grinta e coraggio per ripartire insieme e uniti.

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