Firrincieli(M5S) e le occasioni mancate per la città di Ragusa

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Ferrovie e ospedali al centro dell’attenzione del governo regionale, Ragusa sempre non tenuta in considerazione
Le riflessioni del Movimento 5 Stelle di Ragusa attraverso il capogruppo in Consiglio Comunale, Sergio Firrincieli

Il presidente della Regione Musumeci acquista nuovi treni, apre nuovi reparti ospedalieri e stanzia 200 milioni per il nuovo ospedale di Siracusa
Non possiamo che rallegrarci di queste iniziative, come siciliani. Alla Sicilia sono stati consegnati altri due nuovi treni ‘Pop’: saliamo, così, a quattordici moderni convogli in servizio sulle principali linee ferroviarie dell’Isola, un salto di qualità, secondo l’assessore Falcone, che si attendeva da anni per la qualità del servizio e l’esperienza degli utenti sul treno.
In totale saranno 21 treni nuovi, per un investimento voluto dal governo Musumeci di oltre 300 milioni di euro. Che poi non si comprende perché i treni li debba acquistare la Regione che potenzia il materiale rotabile, rende possibile un reale rilancio delle infrastrutture ferroviarie, e trova anche il tempo di ringraziare Trenitalia, la governance nazionale e regionale dell’azienda, per l‘impegno e la disponibilità quotidianamente manifestata, ma per che cosa?
Dalle dichiarazioni ufficiali, treni che serviranno le linee dell’ambito Palermo, Messina, Catania e Siracusa.
Le altre parti dell’isola ignorate, sia per materiale rotabile, che per potenziamento delle linee.

Passando dai trasporti alla sanità, per quanto sono i diversi i cantieri per nuove strutture sanitarie, spiccano il nuovo reparto di pneumologia del Garibaldi vecchio di Catania e il nuovo ospedale di Siracusa. Come commissario per il potenziamento della rete ospedaliera si stanno realizzando quattro nuovi posti di terapia intensiva presso l’ospedale di Taormina, con il potenziamento del pronto soccorso.
Poi c’è il potenziamento del pronto soccorso del Policlinico universitario di Messina. È un progetto di notevole rilevanza, con un costo di oltre tre milioni di euro, e sarà realizzato in sei mesi.
C’è anche la trasformazione del Ciss di Pergusa nel primo Centro regionale di recupero dei pazienti affetti da patologie post Covid.
In atto sono 26 i cantieri aperti in Sicilia, in quattro mesi.
Al Garibaldi Centro di Catania nuovo reparto, una “unità operativa” di Medicina con sedici nuovi posti di terapia sub-intensiva, la prima delle 79 opere autorizzate da Roma.
Il reparto – che verrà impiegato dai Covid team polispecialistici (Pneumologia, Medicina e Neurologia) – collocato all’interno dello storico “Palazzo Signorelli”, potrà, in caso di necessità, trasformare i posti in terapia intensiva. L’Azienda ospedaliera, attraverso i contributi comunitari del Fesr, ha realizzato le opere murarie e gli impianti fissi, mentre tutte le attrezzature sono state fornite con il supporto della Struttura commissariale per l’emergenza Covid.
Procede, quindi, spedito il Piano di potenziamento delle strutture sanitarie siciliane, gestito dalla struttura che fa capo al governatore siciliano nelle vesti di commissario delegato, tanto da fare l’Isola la prima regione nell’avanzamento del programma di riqualificazione della Rete ospedaliera. Entro fine mese saranno aperti anche due reparti all’ospedale di Ribera (terapia intensiva e sub-intensiva).
Il Piano riguarda 16 delle 19 Aziende ospedaliere della Regione: il punto d’arrivo è portare a 700 i posti di terapia intensiva complessivamente disponibili nel territorio e adeguare le strutture dei Pronto soccorso.
È prevista una spesa di 240 milioni di euro, provenienti dal Piano nazionale varato dalla Struttura guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo, nuovo commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 e da un co-finanziamento della Sanità regionale.
In ultimo, Musumeci vanta il progetto del nuovo ospedale di Siracusa, sulla dirittura d’arrivo al Ministero, per un progetto di 200 milioni di euro.
“Di tutta questa girandola di milioni – riflette il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Ragusa, Sergio Firrincieli – per Ragusa ci sarà, forse, come mi pare aveva anticipato l’assessore Rabito in consiglio comunale, il potenziamento della terapia intensiva nel reparto di rianimazione del Giovanni Paolo II. Per il resto, Ragusa, è totalmente ignorata dal governo regionale, se si fa eccezione per una pista ciclabile e un parcheggio a Marina di Ragusa e la metroferrovia nel capoluogo. Ma per i trasporti ferroviari e per la rete ospedaliera il nulla. Le ferrovie ferme ancora agli inizi del secolo scorso, come infrastrutture, collegamenti, orari e frequenza. Treni nuovi e raddoppi dei binari solo nel triangolo Palermo, Messina Catania, per muoversi nella parte meridionale dell’isola, anche verso i centri principali, risultano, forse, più veloci i carretti di una volta”.

Per la sanità ospedaliera ricordiamo che il Giovanni Paolo II, completato dopo vent’anni, è costato, in tutto, 50 milioni.
A Siracusa si era partiti da 150 milioni, ma già prima di iniziare si è arrivati a 200 milioni.
Il Giovanni Paolo II è già insufficiente, vedremo dove metteranno la stroke unit di Neurologia imposta dal Tar, di cui, al momento nessuno sembra ricordarsi.
Per far posto ai letti di degenza Covid hanno quasi spostato i reparti nei sottoscala e nei sotterranei, i punti vaccinali sono stati organizzati nei corridoi e nei disimpegni di scale e ascensori.
Anche per le strutture dismesse, il Civile e il Maria Paternò Arezzo, non ci sono in vista progetti di riutilizzo, né come strutture per la medicina del territorio, né come uffici amministrativi, per risparmiare sugli affitti a cui è sottoposta la locale ASP.

Tutto questo non sembra preoccupare l’amministrazione del Comune di Ragusa, felice per la pista ciclabile, il parcheggio, a Marina di Ragusa, e la metroferrovia.

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