Il Covid e la resilienza delle donne. I dati di Anmil Ragusa

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Centoventuno donne (a fronte dei 99 uomini) hanno denunciato infortuni sul lavoro da Covid-19, in provincia di Ragusa, nel 2020, anno in cui è scoppiata la pandemia. Tra questi, la classe di età più interessata è quella dai 50 ai 64 anni. Complessivamente, infatti, sono state 127 le denunce relative (27 fino a 34 anni, 61 da 35 a 49 anni e 5 oltre i 64 anni). Novembre il mese più critico per le denunce, concentrando oltre 1/3 dei casi pervenuti dall’inizio della pandemia, seguito da ottobre e dicembre. Per quanto riguarda le professioni, l’88,4% delle denunce riguarda la professione infermieristica, il 2,7% i fisioterapisti e il 2,3% i tecnici sanitari di radiologia. Sono alcuni dei dati Inail, riferiti in modo specifico, dunque, al periodo Covid, illustrati questa mattina a Ragusa nel contesto dell’iniziativa denominata “Lavoratrici contro Covid: 8 storie di resilienza per l’8 marzo”, il progetto multimediale che l’Anmil ha inteso realizzare per promuovere la cultura della prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, in vista della Giornata internazionale della donna. La realizzazione del progetto – firmato dal fotoreporter Riccardo Venturi, dalla videomaker Arianna Massimi e dalla giornalista Luce Tommasi – è frutto di una proposta della Commissione per le Pari opportunità dell’associazione. Quest’anno l’Anmil ha voluto rendere omaggio alle donne che hanno continuato a lavorare per contribuire a resistere in questa pandemia, dedicando loro questo progetto in grado di guardare attraverso gli occhi delle 8 protagoniste che lo hanno reso possibile: Rachele Azzarone (neo laureata in medicina e con problemi sulla prosecuzione dei master universitari a causa del lockdown), Liana Berishvili (medico geriatra ospedaliero, georgiana, oggi trasferita in una residenza pubblica per anziani), Emilia Boi (artigiana, titolare di un laboratorio di pelletteria), Nadia Ciardiello (lavoratrice Ata in una scuola di Anagni che ha contratto il Covid sul posto di lavoro), Elisabetta Ciuffo (lavoratrice in una Asl e si occupa di malati con problemi psichici), Serena Esposito (giovane agente immobiliare), Justyna Putek (cameriera polacca di Irish Pub finita in cassa integrazione) e Dalila Sahnoune (badante italo marocchina di un ragazzo con gravi disabilità, con contratti a tempo determinato). A presentare l’iniziativa la presidente territoriale Anmil Ragusa, Maria Agnello, che è anche componente della Commissione per le Pari opportunità, il presidente regionale Anmil Sicilia Antonino Capozzo, l’assistente sociale Francesca Mangiapane dell’Inail. Erano presenti anche il vicesindaco di Ragusa, Giovanna Licitra, che ha portato il saluto del sindaco, Giuseppe Cassì, e la consigliera comunale Raimonda Salamone. “A causa della pandemia – ha dichiarato la presidente Agnello – la condizione delle donne nel mondo del lavoro è fortemente peggiorata, fino a far diventare le lavoratrici le più sacrificabili e sacrificate. Infatti, quando si è trattato di decidere nelle case degli italiani, all’interno della coppia, chi dovesse restare a casa a prendersi cura dei figli e delle persone con disabilità, non ci sono stati dubbi: le donne sono state le prime ad essere scelte per smartworking, cassa integrazione o licenziate non appena possibile. Eppure, proprio le donne ‘predilette’ dal virus Sars Covid-19 nel contagio, sono state quelle che più degli uomini hanno saputo resistergli e superarlo”.

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