Consulta degli Studenti: ““Ecco perchè non si può aprire”

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Tra pochi giorni è prevista la riapertura delle scuole superiori, ma le condizioni di un ritorno tra i banchi ancora non persistono, sia perché poco o niente è stato fatto da una parte delle istituzioni e sia perché la  curva epidemiologica non tende a ribasso. Di questa idea è la CPS (Consulta provinciale degli Studenti) di Ragusa rappresentata dal suo Presidente Matteo Migliore.
“I due motivi per cui un rientro a scuola è una mossa azzardata -esordisce Migliore- sono una carente efficienza della rete dei trasporti pubblici e la mancanza di condizioni sanitarie rassicuranti.
Riguardo il primo punto bisogna ammettere che la nostra provincia ha assunto un comportamento virtuoso, anche grazie alla proficua collaborazione con la Prefettura di Ragusa. Ricordiamo che il Dpcm del 3 dicembre prevedeva l’istituzione di tavoli tecnici prefettizi per spianare la strada al fatidico giorno del rientro, ma a quest’ultimi non inseriva la partecipazione del Presidente della CPS. Il Prefetto, adottando un comportamento esemplare, ha ritenuto necessario l’incontro anche con un rappresentante degli studenti.
Il duro lavoro, iniziato nella seconda metà di dicembre, ha dato buoni frutti, frutti che però devono essere raccolti dalle istituzioni regionali e nazionali; infatti, se già un piano di potenziamento è presente, a mancare sono i fondi affinché questo avvenga. Di quest’ultimi non si hanno notizie e anche nel caso, improbabile, che essi arrivino in tempi celeri, si rivelerebbero quasi inutili, poiché per potenziare le tratte occorre tempo, tempo che non corrisponde ai pochi giorni che ci separano dalla riapertura.
Riguardo alla questione sanitaria, riteniamo che le condizioni attuali non sono ideali per pianificare un ritorno. La curva epidemiologica non tende ad abbassarsi e non permette di fare ragionamenti a lungo termine, né quanto meno a breve. Ricordiamo che quando il Governatore Musumeci decise di sospendere le attività didattiche in presenza, le condizioni epidemiologiche erano quasi uguali a quelle attuali.
Riavviare la giostra barcollante dei trasporti aumenterebbe le probabilità di contagio, anche perché metterebbe in moto una macchina organizzativa costituita da quasi 16 000 studenti e centinaia di insegnanti e personale scolastico.
Buttando uno sguardo al passato notiamo che quando le attività vennero sospese, il numero di contagi scese, quindi non capiamo perché rischiare.
Per ultimo è fondamentale l’uso della DAD. Anche se non è paragonabile alle attività in presenza, essa è stata un ottimo diversivo, reso ancor più efficiente dopo il potenziamento messo in atto dalle scuole.
Un ultimo appello va alle scuole, infatti riteniamo necessario un passaggio graduale tra DAD e didattica in presenza, in modo tale che non avvenga un cambio brusco che rischierebbe di danneggiare il metodo di apprendimento degli studenti stessi.”

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