Studio3A risponde alle accuse “gratuite” dell’Asp di Ragusa

E' la vicenda di un presunto caso di malasanità a Modica
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In merito alla nota diffusa quest’oggi dall’Asp di Ragusa circa il caso di “presunta mala sanità” costato la vita a Vincenzo Azzarelli, i cui familiari sono assistiti da Studio3A, e agli attacchi, ritenuti  “gratuiti” mossi alla società, specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, il suo Presidente,  Ermes Trovò, tiene a precisare alcuni concetti.

“Siamo rimasti esterrefatti da questa lettera nella quale l’Asp, senza dedicare neppure una parola alla vittima e ai suoi congiunti – i quali, di fronte ad un decesso quanto meno “dubbio” avvenuto nel presidio ospedaliero di Modica, hanno chiesto esclusivamente all’autorità giudiziaria di accertare i fatti, senza voler colpevolizzare nessuno -, ci accusa in buona sostanza di pubblicità occulta.

Anziché lamentare il comportamento della nostra azienda, l’Asp di Ragusa dovrebbe ringraziarla perché è grazie a noi se in Italia sono stati scoperti e perseguiti tanti errori medici. E ciò ha consentito non solo di rendere giustizia alle vittime, ma anche alle diverse strutture coinvolte di modificare i propri protocolli di lavoro o di verificarne il mancato rispetto a tutela di tutti quanti i pazienti.

Il nostro solo e unico interesse è quello di garantire giustizia al maggior numero di persone, ragion per cui, con tutto il rispetto per il parere del consiglio nazionale forense, non si comprende per quale ragione la nota pandemia da Covid-19 possa o debba rappresentare una sorta di amnistia preventiva per eventuali comportamenti censurabili da parte del personale sanitario.

Ai medici e agli infermieri va dato tutto il giusto supporto e apprezzamento, ciò non toglie tuttavia, per quanto sopra precisato, che la loro condotta non possa essere oggetto di analisi qualora emergano lacune e omissioni a danno dei pazienti, perché – si ribadisce -, maggiori sono i casi esaminati e maggiore è la possibilità che eventuali errori non abbiano a ripetersi in futuro. E questo senza voler entrare nella vicenda di specie che è ancora oggetto di indagine.

Considerata poi la valenza massivamente pubblica del servizio sanitario, riteniamo non solo un diritto ma anche un dovere quello di coinvolgere sempre in queste tematiche così importanti e sentite i media, e di sensibilizzare l’opinione pubblica, anche per un miglioramento della qualità del servizio e in quell’ottica di totale trasparenza, oltre che di correttezza, che ci contraddistingue da sempre”.

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