Rivista di Letteratura turca “Papirus” traduce saggio di Pisana

“Dove va la poesia contemporanea? Alla ricerca di un nuovo umanesimo”
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Un saggio del Presidente del Caffè Letterario Quasimodo di Modica, Domenico Pisana, è stato ospitato sul numero 29 della rivista bimestrale di Letteratura “Papirus”, edita da Artshop a Istanbul, di cui è Direttore il poeta turco Mesut Senol, e di cui è responsabile per l’Europa la poetessa pugliese Claudia Piccinno.
Pisana era già conosciuto a Instabul per aver partecipato lo scorso anno al Festival internazionale sul tema “La poesia batte la violenza”, e per aver presentato il suo libro “Pagine critiche di poesia contemporanea. Linguaggi e valori comuni fra diversità culturali” ove si occupa di poeti stranieri tradotti in Italia e poeti italiani tradotti all’estero; sempre alla fine dello scorso anno aveva pubblicato in Italia un saggio dal titolo “Dove va la poesia contemporanea? Alla ricerca di un nuovo umanesimo”, che ora il comitato editoriale di “Papirus” – composto, fra gli altri, da Ali Budak, poeta, scrittore e docente all’Università di lingua e letteratura turca di Yeditepe; Nilufer Narli del Dipartimento di Sociologia dell’Università Bahcesehir, e di Mehmet Hakki Sucin, autore, traduttore e docente della Gaza University – , ha deciso di pubblicare nella rivista turca.
“Ringrazio – afferma Domenico Pisana – la responsabile per l’Europa Claudia Piccino per aver curato la traduzione inglese, e il Direttore e il Comitato editoriale della Rivista per aver creduto in questo mio lavoro di riflessione sulla poesia contemporanea”.
Dal saggio di Domenico Pisana emerge fortemente il ruolo sociale della poesia; egli vede i poeti legati sempre più al mondo, e i loro versi non staccati dalla vita nelle sue articolazioni storiche, politiche, sociali, filosofiche, religiose, di idealità, passioni, difficoltà e speranze; egli crede nella poesia come forza di esaltazione dei valori della pace e della democrazia, convinto come egli è che le dilettazioni poetiche disancorate dal loro “sitz im leben” restano solo “flatus vocis” destinato a dissolversi.
Riportiamo uno stralcio del saggio che ci è sembrato molto interessante:

“…Se è vero che oggi i comportamenti dell’uomo sono spesso liquidi, convenzionali, oleati da nichilismo e da pessimismo, è altresì vero che nella poesia e nella parola poetica egli può trovare lo strumento della sua personale sopravvivenza. La poesia può intraprendere i sentieri più impensati e differenti, ma è quel che resta per curare la malattia del non senso, del vuoto e del nulla. Oggi la poesia e i poeti sono necessari e servono a dire alla società in cui vivono che l’utopia non è qualcosa di irrealizzabile, ma qualcosa che si spera si realizzi nel tempo.
La poesia serve perché il poeta parla non solo per sé ma per tutti, e anche quando dà la sensazione di scavare nel segreto più profondo della sua coscienza, anche quando si rinchiude nel privato dei suoi sentimenti, c è nella sua poesia una forza sintagmatica che si snoda con un respiro universale ed originale.
La poesia è una forza quasi magmatica, perché in essa c’è l’eruzione della scrittura che crea, provoca, divelle, placa, denuncia, conforta. Il poeta è utile se usa la penna non come semplice strumento per scrivere i propri pensieri e sentimenti, ma per offrire a chi lo ascolta un’ancora cui aggrapparsi per riflettere, per staccarsi dalla massa, per cogliere il senso critico e più profondo delle cose: insomma il poeta si accorge di essere necessario solo quando scrivendo versi si rende conto che lascia sempre, bene o male, un “segno” nel lettore, nella società, nella vita di un popolo.
Il poeta è un sognatore, un visionario, è un idealista, ma è anche uno che “incide e graffia”, disegnando le coordinate di una umanità incapace di comunicare, di esprimersi, di cantare, di cogliere la diversità, di una umanità che spesso vive in un appiattimento desolante e privo di novità.
Dire “dove va la poesia contemporanea?” è per concludere, una domanda di “sostanza” non di “finalità”, nel senso che bisogna ipotizzare non la nascita di una nuova “corrente letteraria” e di elìte, ma “la convergenza spontanea” di poeti che credono nella direzione del “Secondo Umanesimo” e i cui versi riflettono questa Weltanschauung non con poesie occasionali e sparse, ma con testi, linguaggio e scelte formali e stilistiche coerenti con lo status della contemporaneità…”

Un altro riconoscimento importante, dunque, per Domenico Pisana, che continua a tenere scambi culturali a livello internazionale, portandosi dietro anche la storia e la cultura della sua città; in questi ultimi due anni, infatti, si sono occupati della sua attività culturale “Il Giornale Italiano de Espana” di Madrid, il Giornale on line “L’Italo Europeo Independent” di Londra, la rivista francese “La Voce” di Parigi, la rivista letteraria internazionale Galaktika Poetike “Autunis”, il quotidiano on line dell’Arabia Saudita“Sobranews.com”, la Rivista letteraria greca on line “ ΔΙΗΓΗΜΑΤΑ & ΠΟΙΗΜΑΤΑ. Pisana è stato anche tradotto in rumeno da Stefan Damian, poeta e scrittore e docente di letteratura italiana presso il Dipartimento di Lingue Romanze dell’Università Babeş-Bolyai, sulla rivista romena “Tribuna”; è stato tradotto dal poeta e docente universitario albanese Arjan Kallco sulla rivista italo-albanese “Alernativa”, ed è stato inserito nel volume Autunis Galaxy Anthology” – 2019, a cura di Agron Schele, autore residente in Belgio, scrittore di romanzi e cofondatore della rivista internazionale “Autunis”.

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