Pd Ragusa risponde alle parole di Cassì su peggioramento contagi

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“Rispetto al comunicato del sindaco di Ragusa nel quale definisce grave e in via di peggioramento la situazione sanitaria rispetto all’emergenza pandemica, mi sento in dovere di fare alcune precisazioni: esprimere preoccupazione per la propria cittadinanza, limitarsi ad annunciare ipotesi di provvedimenti con una dozzina di giorni di ritardo e non intervenire a gamba tesa contro la Regione che nulla delibera per provare a fermare l’evolversi del contagio in città e in provincia, è da burocrate esecutore. Un sindaco, in questi casi, come in molti hanno fatto, deve andare oltre a costo di disobbedire alla Regione per provare a costringerla a intervenire. Il Partito Democratico di Ragusa, ancora una volta, dimostra di guardare oltre e lavorare per le future generazioni senza pensare a prossime elezioni o sondaggi e lo ha fatto con il proprio parlamentare regionale Nello Dipasquale che dopo ampio dibattito interno tra gruppi dirigenti locali, coraggiosamente, ha annunciato che farà di tutto e chiederà a Musumeci di dichiarare zona rossa l’intera provincia di Ragusa. Adesso l’appello lo lancio io da segretario cittadino del PD di Ragusa: Cassì lo faccia per la sua città, osi, abbia il coraggio e tracci la rotta per costringere Musumeci ad agire. Cassì inizi col chiudere le scuole di ogni ordine e grado. Dobbiamo fermare la curva dei contagi o molti innocenti pagheranno con la vita. Ordini all’assessore alla Pubblica Istruzione di smetterla di giocare con le cartoline didattiche stampate per sensibilizzare i ragazzi su cose che sanno ormai da quasi un anno cioè disinfettare, proteggersi, prevenire. Servono azioni forti, serve tirare fuori gli attributi. Non ha prezzo evitare che vite umane vengano sacrificate per l’economia o per scelte sbagliate di altri. Con forza, noi del Partito Democratico siamo pronti a stare al fianco del sindaco se solo, anziché balbettare, prendesse posizioni, decidesse, a tutela della salute dei ragusani, di costringere Musumeci a chiudere Ragusa e provincia. Diversamente, anche se impopolare, continueremo la nostra battaglia. Purtroppo siamo primi in Sicilia come contagio (rapporto positivi e popolazione residente), le terapie intensive sono piene e nei prossimi giorni si rischia una vera ecatombe. Facciamolo insieme per una volta e dimostriamo di essere tutti ragusani”.

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