Scicli e Vittoria. “Estate Liberi 2020”. Pensiero e murales

Le due città teatro di due campi di formazione e laboratori su mafia e povertà nell' idea e nei simboli della Pace
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Nell’ambito del programma “ESTATE LIBERI 2020” si sono conclusi domenica 30 agosto u.s. i campi di Vittoria e di Scicli organizzati dal coordinamento provinciale di Libera Ragusa, il Presidio di Ragusa “Daphne Caruana Galizia”, il Presidio di Modica, i presidi in formazione di Vittoria, Scicli, Ispica e Pozzallo, CGIL Ragusa, Casa delle Donne di Scicli, Mediterranean Hope e Tecne99.
Le attività hanno previsto due impegni manuali e concreti, differenti per ciascun campo, ed una formazione pomeridiana comune, in cui i partecipanti hanno potuto confrontarsi con alcuni esperti su diversi temi, centrali per il nostro territorio ed il nostro tempo: le agromafie, lo sfruttamento ed il caporalato (con il segretario provinciale della CGIL Ragusa, Peppe Scifo), il rapporto tra le mafie e le povertà, soprattutto in tempo di covid19 (con il responsabile della Caritas Diocesana di Palermo, Gregorio Porcaro), le migrazioni (con l’etno-psichiatra di MEDU – Medici per i Diritti Umani, Peppe Cannella).
A Scicli, presso gli spazi di “Villa Penna”, le diverse associazioni del presidio in formazione, assieme ai partecipanti, hanno realizzato nelle mattinate una serie di percorsi laboratoriali, rivolti bambini, sui temi dell’ambiente e della convivenza civile, attraverso i linguaggi della musica, del disegno, della pittura. Un percorso educativo che si inserisce all’interno del “Patto di solidarietà” che vede impegnate diverse associazioni in attività e iniziative di sostegno alle famiglie in questo periodo segnato dalla pandemia. Un percorso educativo che mette al centro i più piccoli, il “bene comune” più prezioso di ogni comunità, con lo sguardo rivolto al futuro.
A Vittoria, giovani e meno giovani, volontarie e volontari si sono ritrovati, ogni mattina, alla Fontana della Pace, per partecipare alle attività previste. Il luogo scelto è altamente simbolico per la città: una delle porte di ingresso a Vittoria, simbolo della lotta per la pace contro l’installazione dei missili alla base militare di Comiso, è dedicata a Pio La Torre. Uomo per la pace, contro le mafie e lo sfruttamento dei lavoratori, Pio La Torre ha ispirato il contenuto delle attività del campo. In particolare, le volontarie e i volontari di Libera, con l’aiuto di quattro importanti artisti, hanno ridato vigore al murales presenti nella piazza della Fontana della Pace. Centrale è la figura di Pio La Torre, raffigurato sulla prima parete, mentre nella seconda è stato inserito il logo di Libera. Sulla terza parete è raffigurata l’allegoria dell’agricoltura martire, oppressa mortalmente dalla mafia e dalle logiche di un mercato che guarda soltanto al profitto. “Fare del Mediterraneo un mare di Pace” è, invece, la frase che campeggia al centro della quarta parete, citando un articolo di Pio La Torre, pubblicato dopo la sua morte, su “Rinascita”, il 14 Maggio 1982. La quinta parete mette al centro la donna ed il suo sfruttamento, in ambito lavorativo e non solo. Sulla sesta parete è stata ricreata una word cloud, una nuvola di parole ritenute, dai partecipanti al campo, le più significative per descrivere i temi trattati. L’ultima parete presenta il tema della spersonalizzazione del lavoro, sempre meno umano e umanizzante. Gli artisti a cui ci siamo rivolti sono: Giovanni Robustelli (prima parete), Kristo Neziraj (terza parete), Francesca Biundo (quinta parete), Danilo Battaglia (settima parete).
Le altre tre pareti sono realizzate dalle volontarie e dai volontari. Un impegno manuale e creativo simbolo dell’impegno quotidiano contro le mafie, per il riscatto delle comunità, affinché possano riappropriarsi della bellezza dei luoghi delle città. Prendersi cura del bene comune è, infatti, il modo più semplice con cui ciascuno di noi può emanciparsi dall’oppressione mafiosa ed educarsi alla corresponsabilità ed alla bellezza.

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