La sanità iblea nell’analisi del Comitato Via Loreto di Modica

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Una fetta consistente dei soldi destinati alla sanità siciliana attraverso il reimpiego di oltre 120 milioni di euro derivanti dalla certificazione del programma europeo 2007/2013, arriverà  in provincia di Ragusa. Ben 35 milioni destinati al nuovo ospedale di Ragusa per colmare le lacune degli spazi, in modo tale da trasferire i reparti che si trovano attualmente al “Maria Paternò Arezzo”, inadeguato per gli ammalati acuti per l’assenza dei servizi essenziali in casi di urgente necessità.
Il Comitato Via Loreto di Modica giudica farlocco il piano di riordino ospedaliero   presentato dall’Asp e approvato dall’Assessorato regionale alla salute perchè non avrebbe  tenuto in debito
conto le osservazioni fatte dai sindaci, per una precisa finalità.
“I Dea di primo livello o gli spock – spiega Salvatore Rando(nella foto) – in questa provincia non sono tutti uguali, c’è qualche Dea (o forse all’insaputa di tutti hanno classificato Hub Ragusa) più raccomandato,  ed ha un percorso privilegiato rispetto ad altri e si capisce il perché dei doppioni, sprechi di risorse e personale, il reparto di Oncologia e Malattie Infettive Tropicali al “Maria Paternò Arezzo”, i soldi servono appunto per creare gli spazi ed eliminare Malattie Infettive a Modica, così come la Neurologia a Vittoria;  i direttori generali negli ultimi decenni che si sono succeduti hanno  avuto sempre un chiodo fisso il nuovo ospedale di Ragusa tralasciando gli altri ospedali in uno stato di completo abbandono, mai un progetto e non un centesimo per gli ospedali di Modica, Vittoria, Scicli e Comiso. Evidentemente – aggiunge Rando – i direttori non hanno capito che l’Asp è una e che l’Azienda ospedaliera non esiste più, i politici nostrani la smettano di tifare, semmai si occupano di avere una sanità rispondente alle esigenze dei cittadini”.
Il Comitato Via Loreto chiede spiegazioni   sul Covid 19:  Modica ha fatto la sua parte ed è stata danneggiata l’utenza di oltre 170.000 abitanti che ancora  oggi ne paga le conseguenze con le liste di attesa bloccate, “eppure è stata governata con grande senso di responsabilità grazie all’abnegazione del personale medico, infermieristico, tecnico ed ausiliario, oggi, assistiamo contrariamente alle line di indirizzo ministeriali che la gestione del Covid è stato deciso per il  MPA, senza servizi a supporto, in fretta e furia occorre la rianimazione, non si sa con quale medici, con ulteriori sprechi di risorse ed in fine assistiamo che gli ammalati Covid vengono trasferiti a Catania. L’organizzazione sulla gestione del Covid è adeguata? oppure come scrivono cittadini è
molto approssimativa. “Che succede? L’ordine dei medici che dicono su questo modello di gestione? Come mai non si dà corso all’individuazione negli ospedali, non nelle succursali (Maria Paternò Arezzo) dei percorsi dedicati quali zone grigie, percorsi alternativi,  ambulatori dedicati, sale di attesa, nei pronto soccorso come prevedono le linee di indirizzo del Ministero della salute, per tutti i Dea di 1° e di 2° livello per assistere gli ammalati Covid 19; s    Sempre qualcuno a tempo perso, ci dica come mai non è possibile fare interventi strutturali negli ospedali esistenti, niente progetti, niente risorse, lo abbiamo visto con la ristrutturazione del Pronto Soccorso, quanti viaggi palermitani e sempre a mani vuoti come nel caso di Modica,
tralasciando la vergognosa negazione senza motivo degli 8 posti letto di osservazioni brevi al pronto soccorso,  in terrazza quando piove inevitabile le infiltrazioni di acqua in Rianimazione e Pediatria con il pericolo che qualche forato e ferri arrugginiti possono provocare danni, non sono stati completati i bagni in camera nella vecchia ala iniziati decenni orsono, il parcheggio chiuso e abbandonato, l’ex Auditorium ricettacolo di sporcizia e ratti, abbandonato dal 1976, la megagalattica fontana inutile e dannosa, illuminazione scadente, occorre una segnaletica colorata nei corridoi labirinto per gli utenti alla ricerca di un servizio, ecc..”.
Al Maria Paternò Arezzo occorre altro per gli utenti, esempio la lunga degenza e la riabilitazione piuttosto carente e non sprecare risorse per cose inutili e dannose per i cittadini.
Il Beniamino Pulejo a Scicli quando vedrà la luce dopo due inaugurazioni in pompa magna con tagli dei nastri con le motoseghe e passerelle?
Rando fa un appello ai sindaci e ai presidenti dei consigli comunali del distretto di Modica e di Vittoria, per una mobilitazione per fare capire all’inutile assessore Razza che il tempo è scaduto, questa parte della comunità vuole risposte alle esigenze dei cittadini che reclamano il diritto alla salute in sicurezza e scelte equilibrate nel riordino degli ospedali coerenti con la popolazione che i vari ospedali rappresentano, non sono le distanze che preoccupano sono le scelte politiche incomprensibili e scellerate che penalizzano i territori e la bramosia di potere a danno degli altri.
“Il comprensorio di Modica purtroppo paga a caro prezzo l’assenza di un deputato all’ARS, vedi sanità e tribunale, mentre altri territori avendo la rappresentanza politica hanno fallito, fatta salva ovviamente  la zona di interesse preminente che scaricano risorse con i Tir”.

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