Commercialisti e contabili in sciopero. Anche ANC Ragusa aderisce

Astensione in programma dal 15 al 22 settembre
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Anche l’Anc di Ragusa, così come le associazioni dei dottori commercialisti ed esperti contabili di tutta Italia, ha formalmente proclamato lo sciopero di categoria mediante comunicazione alla Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. L’astensione avrà ambito nazionale e prenderà il via dalle 24 del 14 alle 24 del 22 settembre e consisterà nell’astensione per 8 giorni dalla presentazione delle liquidazioni periodiche Iva (Lipe) II trimestre 2020, ai sensi dell’art. 21 bis DL 78/2010 nonché nell’astensione dalla presenza in udienza per 8 giorni presso le Commissioni tributarie provinciali e regionali da parte degli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti. “Le motivazioni dell’azione di protesta sono quelle inserite nella proclamazione – afferma il presidente di Anc Ragusa, Rosa Anna Paolino – ovvero le reiterate lesioni delle prerogative professionali degli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che hanno procurato danno all’attività svolta dagli stessi a favore dei contribuenti e del tessuto imprenditoriale del Paese ma anche il clima di profonda frattura che si è instaurato tra il Governo e i professionisti. Da sempre riteniamo il dialogo istituzionale parte fondante della nostra missione sindacale e pensiamo ed attuiamo ogni nostra azione, anche quelle di protesta, su una preventiva ricerca di uno scambio propositivo e collaborativo. I commercialisti sono parte integrante del tessuto economico del sistema Paese e lo sostengono con la loro professionalità. Siamo dal 1999 i destinatori e di fatto gli attuatori di ogni innovazione digitale di questo Paese, molto spesso le nostre prestazioni sono richieste e svolte gratuitamente. Passano da noi “professionisti” le più grandi mole di “big data”, raccolti, elaborati e trasmessi, permettendo allo Stato di fregiarsene e rivenderli come un proprio successo. I commercialisti hanno lavorato coscienziosamente e silenziosamente durante il lockdown, tenendo la barra dritta e aiutando i contribuenti a districarsi nella giungla normativa e burocratica, con regole che venivano preannunciate e subito modificate. La goccia che ha di fatto scendere in campo la professione giuridico/contabile è il pervicace ed immotivato rifiuto ad accogliere l’istanza di proroga al 30 settembre 2020 dei versamenti derivanti dall’autoliquidazione dei modelli dichiarativi. In altre circostanze, quando strumentali alla Pubblica amministrazione, e dettate da condizioni oggettivamente meno gravi, le proroghe sono state concesse; oggi, invece, con la pandemia che ha acuito la già esistente eccessiva proliferazione di disposizioni fiscali, si è aggravata l’incertezza normativa, determinando una sovrapposizione di scadenze e adempimenti intollerabile. Il problema non è l’impegno ma il rispetto. Il rispetto sistematicamente violato, nei confronti dei commercialisti, dei collaboratori e dei contribuenti. In questo stato di fatto, il rifiuto di ascoltare le richieste di chi giornalmente è al servizio delle aziende italiane appare veramente inconcepibile. Ancor più è inconcepibile che le misure siano adottate in totale assenza di una consultazione della categoria”. Nei prossimi giorni si valuteranno se indire manifestazioni locali di protesta per supportare l’astensione.

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