Il Porto di Pozzallo. Infrastruttura preziosa

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Porto di Pozzallo. Infrastruttura preziosa, geograficamente strategica per la movimentazione merci e passeggeri tra i Paesi mediterranei e l’Europa. Vero volano di sviluppo per l’economia del territorio, della provincia e del Sud Est. Da anni leggiamo recensioni di questo tipo. Belle, interessanti e … tediose. Anzi stucchevoli. Per la semplice ragione che, per quanto riguarda il porto dell’unico Comune marinano della Provincia di Ragusa, a parte un continuo tsunami di parole, di fatti concreti per avviare a soluzione alcuni problemi strutturali e organizzativi, se ne sono visti pochini. Da 20 anni sentiamo parlare dei lavori per la messa in sicurezza e il potenziamento dell’importante scalo marittimo. Venti anni. Tanti quanti gli anni che vedono tribolare in particolare i pescatori e i diportisti a causa del continuo insabbiamento del porto piccolo. Il cosiddetto porto turistico. Interventi tampone mille. Ogni anno, tutti gli anni. Giusto per consentirne l’agibilità per pochi mesi. I costi sostenuti dalla Regione e dalla ex Provincia Regionale di Ragusa per liberarlo dalla sabbia ammontano a cifre incredibili. Tecnici ed esperti ribadiscono che il problema sarà sicuramente risolto con la realizzazione del molo di sottoflutto, opera prevista nel progetto complessivo di messa in sicurezza dell’intera infrastruttura. Già. Ma quando? Con questi chiari di luna, meglio lasciare le previsioni agli indovini.

Che il porto della città della Torre sia conosciuto nel mondo, non ci piove. Non per le navi da crociera che vi approdano tre volte la settimana con a bordo migliaia di passeggeri, ma per gli sbarchi degli immigrati. Certo è che, fino a quando da Roma si continua a immaginare che gli “unici porti sicuri nel Mediterraneo” siano Lampedusa e Pozzallo, non sarà facile far capire ai turisti, che non conoscono la realtà locale, che gli immigrati che sbarcano da queste parti si fermano nel Centro Hotspot solo pochi giorni. Ad ogni modo da sempre la madre di tutti i problemi del porto di Pozzallo si chiama Autorità di gestione. Il porto è di proprietà della Regione Siciliana. Che però  di questo benedetto porto sembra non volersene occupare più di tanto. Vero è che, nel corso degli anni, ha di volta in volta delegato o ceduto pezzi di competenza  al Comune, alla ex Provincia Regionale, al Genio Civile e ad un funzionario dell’assessorato regionale al Territorio e all’Ambiente che, distaccato a Siracusa, opera anche per le pratiche relative al porto di PozzalIo. I risultati di questa prolungata vacatio gestionale sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti. Il porto è una realtà che lavora con il freno a mano. Per mille motivi. E questo non va bene. La Regione crei un organismo di gestione e nelle more, provveda a farsi rappresentare, come da normativa vigente applicata per decine di Enti vari, ex Province comprese, da una figura professionale di nomina presidenziale.

In occasione del convegno “Il porto di Pozzallo nell’area del Sud-Est”,  organizzato il 12 febbraio 2016 dalla Cgil nei locali dello Spazio Cultura “Meno Assenza”, il deputato regionale Orazio Ragusa illustra ai partecipanti un disegno di legge, presentato all’Ars assieme ad altri cinque parlamentari, per l’istituzione di un’Autorità portuale regionale. Iniziativa importante che fa seguito alla classificazione  dello Stato per i porti di interesse nazionale. Non sappiamo, a distanza di quattro anni, quali sviluppi abbia avuto l’iter procedurale del disegno di legge che, comunque, riguarda un problema di grande attualità.

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