Ispica, Leontini: “Togliamo le muraglie e confrontiamoci”

L’emergenza Coronavirus si è allentata. Si ritorna con prudenza e con i limiti prescritti alla normalità. La coalizione che sostiene la candidatura di Innocenzo Leontini a Sindaco di Ispica coglie l’occasione per ribadire la necessità di un’alternativa alla guida amministrativa del Comune. Anche alla luce di ciò che è stato negli ultimi tre mesi.

“Lo slogan “stiamo a casa” ci ha inseguiti senza sosta. Ma chi ha chiesto agli altri di fermarsi per rimanere l’unico in movimento in campagna elettorale è stato il Sindaco Muraglie – dice Leontini -. Ha indossato tutti i panni impropri pur di fare clientela: ha fatto l’operatore della Protezione Civile a tempo pieno, ha consegnato pacchi alimentari, ha deciso da solo a chi destinare i buoni spesa, con l’inevitabile conseguenza di escludere tante famiglie che ancora ad oggi li attendono da oltre un mese. Insomma ha volato alto, così tanto da non considerare che in basso nove consiglieri comunali, destinatari di lamentele e proteste, hanno fatto richiesta di conoscere gli atti relativi ai buoni spesa e si sono imbattuti nel diniego della funzionaria competente. Motivo addotto: un articolo dell’ultimo decreto Conte che considera più urgenti gli adempimenti dell’emergenza. Ovviamente l’articolo non esiste. Meglio non fare sapere. Viva la trasparenza.

 

Dopo aver utilizzato in tal modo i 148.000 euro ottenuti dallo Stato, il Sindaco ha deciso, lo abbiamo appreso da un suo bollettino, di destinare per i buoni spesa altri 63.000 euro, derivanti da progetti sociali del piano di zona 2013/15 mai avviati per inerzia della sua amministrazione, sebbene quegli interventi fossero necessari. Non si capisce, piuttosto, come mai ad oggi non ha iniziato ad utilizzare le cospicue risorse trasferite già nelle casse dell’ente, da parte dell’Assessorato regionale alla Famiglia, il cui primo acconto è di oltre 90.000 euro e che permetterebbe di aiutare i nuclei familiari in difficoltà nel pagamento degli affitti, delle utenze ed anche per ulteriori buoni spesa. Egli ritiene che il clientelismo paghi di più. E gli aiuti agli esercizi chiusi per due mesi, richiesti dai consiglieri dell’opposizione, sotto forma di contributi per il pagamento degli affitti e dell’energia elettrica, che fine hanno fatto? Inesistenti, come anche le riduzioni dei canoni relativi ad acqua e fognatura. Insomma, laddove c’è da intervenire nei confronti della singola famiglia, il Sindaco si impegna, laddove c’è da studiare soluzioni per l’economia della città, egli rimane inerte. Questo è il clientelismo. Farsi dire grazie dal singolo, disinteressandosi del bene della città. Addirittura, dopo aver trascurato per tutto il tempo le comunità ecclesiastiche e le annesse associazioni di volontariato, Muraglie ha sfoderato all’improvviso l’arma della concessione di contributi alle chiese, incurante di adottare una delibera che gli stessi revisori dei conti hanno dichiarato illegittima, mettendo in imbarazzo e in obiettiva difficoltà un bel po’ di persone.

Sempre volando alto e nel rispetto del Covid, il Sindaco ha recuperato ex consiglieri comunali delusi ed ex aspiranti assessori, ha definito nuovi accordi politici utilizzando il Comune, cioè concedendo un assessorato a movimenti civici a conduzione familiare che, pur di ottenere una carica anche per gli ultimi tre mesi, hanno abbandonato un congiunto consigliere comunale di opposizione, colpevole di non essersi accorto che il suo movimento nel frattempo faceva il salto della quaglia, passando dall’opposizione alla maggioranza. Anzi, per precisione, direttamente alla Giunta, senza consiglieri. Il sindaco campione di mercenariato politico, a spese del Comune.

 

Per fare tutto questo, il Sindaco ha lasciato il Comune allo sbando. Il suo simbolo è l’orologio della Piazza, che è fermo da tre settimane. Meglio che i cittadini non si accorgano che l’ora di cambiare. Le foto significative sono quelle del marciapiede a mare, che non serve a nessuno (forse) , con le macchine posteggiate sopra, quella dello spazio ex Agip che sta diventando una selva, quella di un nuovo traliccio delle telecomunicazioni, in un Comune non garantito da un regolamento protettivo, e con una Amministrazione nel pallone che in Consiglio Comunale è stata costretta ad ammettere per bocca di un suo assessore che gli impianti 4G, per esempio della TIM, Vodafone, Wind 3 sono convertibili in 5G senza un previo assenso del Comune, come da contratto.

 

Ma ancora più drammatico – conclude Leontini – è che, nonostante il beneficio di un rinvio dal 6 Aprile al 30 Giugno, la Giunta non ha ancora preparato ed approvato gli adempimenti propedeutici alla predisposizione di una proposta di Piano di Riequilibrio finanziario, che è adempimento indispensabile ad evitare il dissesto. Siamo fuori tempo massimo”!

 

I consigliere appartenenti alla coalizione che sostiene Innocenzo Leontini (Arena, Barone, Corallo, Denaro, Isaurico, Leontini, Pluchinotta, Quarrella, Sessa) ritengono di poter dare un importante contributo. Il Sindaco li convochi tutti insieme. Oppure si confronti in Consiglio Comunale, portando una proposta.

 

 

 

 

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