Confcommercio Ragusa indica strada per ripartenza attività

“In queste settimane abbiamo lottato e stiamo lottando con tutte le nostre forze per sensibilizzare tutte le forze politiche al dramma che il nostro settore sta vivendo. Abbiamo dato voce alla rabbia e alla delusione verso i provvedimenti sin qui adottati che si sono rivelati del tutto inefficaci, chiedendo aiuti concreti, a fondo perduto, e invocando certezze per un percorso di riapertura in sicurezza che non può essere rimandato ulteriormente. In merito ci siamo anche fatti carico, spontaneamente, di redigere un nostro protocollo supervisionato da esperti virologi, per poter operare riducendo al massimo le possibilità di contagio per i nostri collaboratori, i nostri clienti e noi stessi”. A dirlo è il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, che riporta, in proposito, le indicazioni provenienti dalla Fipe nazionale. “La ripartenza in sicurezza – continua Manenti – è possibile, come dimostrato non solo dalle attività rimaste aperte durante il lockdown (supermercati e negozi di vicinato), ma anche testimoniato dalla riapertura di molte attività commerciali, piccole e grandi, che si sono dotate di specifici protocolli. E’ stata autorizzata l’attività di “asporto”, che si aggiunge al “delivery”, consentendo, a chi ne trovasse convenienza e ne avesse la possibilità, l’opportunità di sperimentare l’utilità di questa modalità operativa come aggiuntivo strumento di servizio alla clientela, oltre che fonte di ricavi. E’ stato un passaggio non scontato, per il quale Fipe si è battuta con decisione. Con altrettanta chiarezza, ci stiamo esprimendo a favore delle riaperture quanto più celeri dei pubblici esercizi, ovviamente in sicurezza, considerando il fattore tempo essenziale per la tenuta economica ed occupazionale del settore, ma anche per il forte valore simbolico che il riaprire rappresenterebbe per tanti imprenditori con il recupero di motivazione e di speranza per il futuro. Siamo consapevoli che in questo particolare mondo riaprire non è questione banale e farlo nelle condizioni previste dai protocolli sanitari può risultare per alcune imprese anti-economico di fronte alle flebili prospettive dei consumi, ma dare la possibilità di valutare la propria convenienza tra apertura e chiusura rimane un tema di libertà imprenditoriale e un’opportunità in più per tutti gli imprenditori. I prossimi giorni saranno importanti su due fronti; innanzitutto su quello politico, con l’attesa di un nuovo Decreto legge, che rafforzi i precedenti Dl “Cura Italia” e “Liquidità” sulle debolezze che Fipe ha evidenziato, in audizioni parlamentari, in confronti istituzionali e con un’intensa attività di comunicazione. Il secondo orizzonte che richiama la nostra attenzione e il nostro impegno è poi quello operativo e riguarda la piena ripartenza anche delle attività del settore, prevista per ora solo dal 1° giugno, che sarà da affrontare anche applicando il “Protocollo di sicurezza” per le nostre stese attività, che abbiamo mandato a tutte le istituzioni e rispetto al quale pretendiamo risposte certe in tempi rapidi. Sappiamo che il ripensamento profondo del nostro modo di operare sarà difficile, in alcuni casi doloroso. Sappiamo che la ripresa sarà lenta e cauta e che la disperazione cresce. Sappiamo che il futuro incerto crea nuovi problemi e aggrava vecchie lacune del nostro settore. Lo sappiamo, ma non smettiamo di lottare”.

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