Una situazione di disagio lavorativa si è venuta a creare negli ultimi tempi a Pozzallo, e in particolare negli ultimi giorni, presso l’hotspot.
Gli operatori che accolgono e assistono i migranti manifestano lamentele. Già dipendenti della Domus Caritatis Roma, poi passati alla Medihospes (agosto 2016-ottobre 2018), nonostante il lavoro non sia costante (lavorano in proporzione ai migranti presenti), il numero delle unità cambia sia per ovvi motivi di “flussi migratori”,che per situazioni politiche e organizzativ. Da quando è subentrata la cooperativa Badia Grande di Trapani, i problemi si sono amplificati. Sono state accumulate diverse questioni sindacali (graduatorie contestate, redatte solo su carichi familiari e non sempre veritiere a discapito di lavoratori con una anzianità di servizio maggiore di diversi anni; mancanze contrattuali, per lo più a tempo determinato per pochi giorni o poche settimane, anche a ore lavorate zero; carenza di organico in più occasioni, anche se il numero di lavoratori è individuato in base a decreti ministeriali). Diversi tavoli tecnici sono stati istituiti, eppure si rimanda sempre. I lavoratori si sentono colpiti nella loro dignità e abbandonati da tutti quelli che per mestiere devono risolvere anche questi problemi. Il giorno della Pasqua è arrivato un barcone con 101 migranti. L’hotspot era già occupato da una cinquantina di ospiti in quarantena, per cui si è deciso di portare momentaneamente “i nuovi” in una struttura in zona. Una parte di lavoratori fu stata indirizzata tra Comiso e Ragusa, presso la struttura “Don Pietro” (senza mezzo a disposizione, nonostante sia previsto che la coop lo debba avere nel capitolato di gara), un’altra parte era stata impiegata a Pozzallo, un’altra ancora a non è stata contattata o era indisponibile. Contemporaneamente sono giunti a Comiso sette lavoratori di Badia Grande direttamente da Trapani. La maggior parte degli attuali operatori di Pozzallo hanno il contratto era in scadenza. Ieri è stata loro comunicata la turnazione settimanale e, con grande sorpresa per i pozzallesi, solo una parte è stata riattivata, con proroga di contratto. La scorsa notte è comparso uno striscione di protesta al porto, prontamente rimosso in mattinata.













