A Ragusa verranno prodotte 300 mila mascherine al giorno

Un impresa ragusana la CER, ha ordinato, nei giorni scorsi in Cina, dei macchinari utili alla produzione di mascherine chirurgiche e altri dispostivi di protezione individuale (N95, FFP2). Si tratta di materiale realizzato secondo le norme internazionali. Verranno utilizzati i materiali idonei quali la microfibra in polipropilene.

Reperire la materia non è cosa facile in questo momento di emergenza, e la CER ha ordinato anche il macchinario che riesce a produrre questo tipo di materiale, chiamato meltblown.

L’impianto di produzione avrà base a Ragusa, presso il centro di ricerca tecnologica, dove già opera ENI e dove si approntano i prototipi per ENEA. L’azienda gode del riconoscimento della Regione Sicilia per essere una eccellenza nello sviluppo di nuove tecnologie.

L’azienda sottolinea come in questo stato di emergenza si ha totale mancanza di riscontro da parte di Invitalia, agenzia nazionale per gli investimenti e lo sviluppo d’impresa. La produzione di mascherine è uno sforzo economico pieno di rischi: per la mancanza di esperienza in materia, per la fonte di approvvigionamento delle macchine e per l’impossibilità di disporre sul posto dei tecnici cinesi specializzati.

L’impresa per garantire una buona riuscita della produzione sta operando delle ricerche per collaborazioni nella filiera.

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