“Confronto” per un’ autorità di gestione del Porto di Pozzallo

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Stazione passeggeri del porto di Pozzallo. Finalmente il taglio del nastro. Tanti i ritardi accumulati per una serie di problemi legati alla imperante italica burocrazia. Bene, comunque, quel che finisce bene? Si e no. Si, certamente, per quanto riguarda la realizzazione dell’opera, grazie anche al meritevole input conclusivo del commissario del Libero Consorzio comunale di Ragusa, dott. Salvatore Piazza ed al lavoro fatto dai tecnici dell’Ente. No, invece, fino a quando non saranno create le condizioni per attivare i servizi previsti collegati alla importante infrastruttura. La domanda da porsi infatti, dopo l’inaugurazione celebrata alla presenza del presidente della Regione Nello Musumeci è questa: ”Chi deve gestire cosa? A quale rappresentante del governo regionale, atteso che titolare del porto è la Regione, dovranno essere consegnate le chiavi?” Il problema infatti sta a monte. E riguarda la gestione complessiva del porto, fermo restando il buon lavoro istituzionale svolto dalla Capitaneria con particolare riferimento alla sicurezza dello scalo e della navigazione. Più volte “Confronto” ha sollevato la questione della conduzione del porto di Pozzallo che, essendo porto di interesse regionale, deve essere gestito da un organismo nominato dalla Regione. Se ne parla da anni. E da anni non si muove foglia. A febbraio del 2016 il deputato regionale Orazio Ragusa, assieme ad altri cinque parlamentari, ha depositato all’Ars un disegno di legge per l’istituzione di un’Autorità portuale regionale, che avrebbe risolto anche la gestione del porto di Pozzallo. Ma non se n’è saputo più nulla. Intanto a luglio del 2016 il Consiglio dei ministri ha licenziato il decreto legislativo che riguarda “la riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994 n. 84, che interviene sul sistema degli scali nazionali su delega del Parlamento, prevista dalla legge 124/2015” (riforma della Pubblica Amministrazione a firma del ministro Marianna Madia). In base a tale decreto, il governo ha provveduto a ridurre da 24 a 15 le Autorità di Sistema Portuale che hanno responsabilità su 57 porti di rilevanza nazionale presenti in Italia. Le tre Autorità portuali che riguardano la Sicilia sono: 1) Autorità di Sistema Portuale dello Stretto; 2) Autorità di Sistema Portuale del Mare della Sicilia Occidentale; 3) Autorità di Sistema Portuale del Mare della Sicilia Orientale. La prima comprende i porti di Gioia Tauro (sede di Autorità di Sistema Portuale), Crotone, Corigliano Calabro, Taureana di Palmi, Villa San Giovanni, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Messina, Milazzo, Tremestieri. La seconda comprende i porti di Palermo (sede di Autorità di Sistema Portuale), Termini Imerese, Porto Empedocle, Trapani. La Terza comprende i porti di Augusta (sede di Autorità di Sistema portuale) e Catania. Rispetto alla classificazione dei porti sopra riportata, sia il porto di Pozzallo che quello di Siracusa rimangono fuori dall’Autorità di Sistema Portuale Nazionale.
Ragione per cui, per quanto riguarda la provincia di Ragusa , diventa indispensabile e non più differibile la istituzione di una Autorità di gestione regionale per l’importante scalo marittimo ibleo (che, si ribadisce, non ha nulla a che fare con l’Autorità portuale), al fine di dare slancio e vigore alle attività del porto nel contesto di una seria e puntuale programmazione che faccia sistema con le altre realtà portuali della Sicilia e dell’isola frontaliera di Malta.

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