Slow Food. La comunità di Modica protagonista a Sementia

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La “Comunità Slow Food di Modica per la tradizione del pane di casa” sarà tra le protagoniste dell’edizione 2020 di Sementia a Benevento dal 24 al 26 gennaio, evento promosso da Slow Food Campania e Slow Food Italia.
Gli organizzatori dell’evento Slow Food hanno così dichiarato: “Senti Modica e subito ti viene alla mente la maestosità dell’architettura barocca, i tesori del Val di Noto: non a caso è, dal 2002, tra le città Patrimonio UNESCO. Senti Modica e ti viene in mente il cioccolato, quel gusto intenso, millenario, di derivazione azteca. Ma c’è un’altra tradizione, altrettanto antica e altrettanto gustosa, che una neonata Comunità Slow Food sta cercando di preservare, come un tesoro da tramandare ai posteri: è quella del Pane di casa di Modica. Non solo la ricetta, non solo la giusta lievitazione fanno questo pane così buono, così speciale: ingrediente precipuo è sicuramente il tessuto di relazioni umane e tradizioni che la Comunità vuole difendere, conservare. La Comunità del “Pane di casa di Modica” ha tra gli obiettivi quello di creare un tessuto di legami tra le varie realtà presenti non solo in Italia, ma in tutto il bacino del Mediterraneo”.
Nata il 28 novembre 2019, grazie all’impegno della fiduciaria della Condotta Slow Food di Ragusa L. Lauria, la Comunità Slow Food di Modica vuole tutelare la filiera del Pane Buono, Pulito, Giusto e Sano, creare la cultura del pane ed incoraggiare un consumo consapevole attento alla bontà organolettica e nutrizionale, agli aspetti culturali, alla dignità delle persone coinvolte nella filiera ed alla sostenibilità ecologica dei processi produttivi.
Tra i soci fondatori la prof.ssa A. Ragusa che ha dichiarato: “Recuperare la memoria è per tutti noi un dovere. Riproporre usi, tradizioni, costumi della nostra terra è un assunto giusto e necessario per non dimenticare le nostre radici. Antichissima è la tradizione ed era affidata alle donne che la tramandavano da madre in figlia fino a qualche decennio fa. Il pane nasceva dalla fatica dei contadini, dalla macina a pietra e, infine, dal manipolare, impastare, maneggiare, confezionare e infornare. Il profumo del pane di casa si espandeva per vanedd̤i e curtigghi. Riprendiamo quel filo interrotto dalla globalizzazione e ritorniamo a gustare quel pane genuino che ha nutrito i nostri avi”.

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