Territorio Ragusa: “Si rinnova il Teatro Tenda, si ignora il Teatro della Concordia”

Il governo Musumeci ha stanziato oltre 32 milioni di euro per la riqualificazione di 161 teatri della Sicilia.
Fondi che serviranno per interventi di restauro, ripristino, ristrutturazione, messa a norma e innovazione tecnologica, che consentiranno la modernizzazione di strutture esistenti e l’apertura sia di nuovi spazi che di sale da tempo chiuse al pubblico. Le risorse saranno erogate dal Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana.
Ragusa, nonostante i buoni rapporti con la Presidenza della Regione vantati dal Sindaco, è in coda, solo prima di Enna, per i fondi assegnati alla provincia, con 1,6 milioni di euro per 8 teatri.
Al Comune di Ragusa è stato assegnato un contributo di € 231.073,79 per un intervento di riqualificazione del Teatro Tenda di via Spadola.
Pare ci sia già un progetto esecutivo, inserito nel programma triennale delle opere pubbliche, della spesa totale di 300.000 euro, per la sostituzione della copertura, per la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione con tecnologia led, il rifacimento dell’impianto di rilevazione incendi, la messa in opera di porte tagliafuoco, la sostituzione del gruppo elettrogeno e delle sedie in plastica della platea.
A rilevarlo i vertici di Territorio di Ragusa, il segretario Michele Tasca e il suo vice Emanuele Distefano, che non possono che plaudire ad un intervento che risulta, comunque assai tardivo, considerate le condizioni della struttura, al limite dell’agibilità.
Ma Tasca e Distefano non possono fare a meno di rilevare negativamente come l’amministrazione non abbia presentato un progetto per la ricostruzione dell’ex cinema Marino, per ridare vita al Teatro della Concordia, vanto e valore identitario della città, approfittando della misura regionale appositamente dedicata anche al recupero di vecchie strutture teatrali da tempo in disuso.
Dopo il disinteresse totale mostrato dall’amministrazione precedente, anche questa mostra di non considerare l’importanza del recupero dell’ex cinema per dare alla città un teatro degno di questo nome.
Trapelano voci circa i costi eccessivi di un eventuale progetto che difficilmente sarebbe stato approvato a Palermo, ma Michele Tasca va oltre con alcune riflessioni sulla materia:
“E’ una vergogna, la questione del Teatro della Concordia si trascina da troppo tempo, ora emergono particolari che non depongono bene per questa amministrazione.
C’erano le risorse ma non sappiamo che fine hanno fatto, il Sindaco Cassì farebbe bene a chiarire che fine hanno fatto i diversi milioni di euro stanziati dai sindaci nel passato, c’erano contributi nazionali, contributi regionali, c’era di tutto e su tutto questo è calato il silenzio più assoluto.
Così come erano riusciti a fare gli amministratori a 5 Stelle, anche quelli dell’amministrazione Cassì mantengono il più assoluto riserbo sulle intenzioni progettuali per la struttura di via Ecce Homo, nel cuore del centro storico di Ragusa superiore.
Una struttura che, al di là dei suoi limiti tecnici come teatro, rappresenta comunque la storia, l’identità di una città, del tutto dimenticate, sull’altare di politiche culturali da definire nei contorni e nei contenuti”.
Il vicesegretario Distefano ricorda che “il vecchio cinema, un tempo di proprietà comunale poi passato al privato in enfiteusi perpetua, fu riacquisito al patrimonio pubblico grazie all’azione coraggiosa dell’ex sindaco Nello Dipasquale che riuscì ad espropriare la struttura, provvedendo anche ad una progettazione che è stata snobbata dai suoi successori, nonostante la presenza in giunta, nella passata e in questa amministrazione, di personaggi politici che sull’ex cinema Marino hanno costruito anche campagne elettorali”.
Inevitabile per i vertici di Territorio “auspicare la futura presenza a Palazzo dell’Aquila di un Sindaco con le adeguate capacità per rispolverare i progetti e ridare vita al teatro della città”.
“Un errore imperdonabile e una mancanza di rispetto per la storia di Ragusa – concludono – il continuare, con ostinazione, a ignorare il recupero della struttura che, fra l’altro, per le condizioni fatiscenti e per quelle igienico sanitarie al limite, dovute alle deiezioni dei colombi, necessita, quantomeno, di una urgente bonifica di tutta l’area interessata”.

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