Dimensionamento scolastico a Modica. La Cgil: “Non si è tenuto conto degli accordi di luglio”

In seguito alle polemiche scatenatesi da una parte dell’opinione pubblica e soprattutto da parte del personale scolastico titolare nel Comune di Modica riguardo al dimensionamento scolastico, il percorso iniziato lo scorso anno scolastico dall’ente civico locale, con la convocazione dei Dirigenti Scolastici e delle organizzazioni sindacali non ha trovato riscontro nell’evoluzione e nella proposta avanzata alla Conferenza provinciale per il dimensionamento scolastico del 15 novembre. Così Graziella Perticone, Segretaria Provinciale Flc Cgil Ragusa, la quale rileva che lo scorso 2 luglio, data in cui sono state convocate le parti, l’accordo siglato prevedeva un assetto differente in cui la costituzione di cinque Istituti comprensivi risultava più bilanciata sia dal punto di vista dei numeri (che avrebbero permesso la conservazione dei posti di lavoro) che dal punto di vista relativo alla collocazione geografica dei singoli plessi.

La cessione del plesso Sant’Elena da parte dell’IC Santa Marta Ciaceri – dice ancora – collocata in una zona di espansione e, quindi, in crescita, con i suoi 254 alunni, non ha trovato un equo riscontro nella nuova articolazione proposta dall’Amministrazione comunale che ha proposto, invece, solo il plesso Pirato che conta 64 alunni (contrariamente a quanto siglato in data 2 luglio in cui veniva accorpato anche il plesso Santa Teresa con i suoi 254 alunni).

Sembra chiara la volontà di non tenere in considerazione gli accordi presi nel luglio del 2019 informando i sindacati senza alcuna convocazione ufficiale, della proposta che sarebbe stata portata in Giunta Comunale per l’approvazione la settimana successiva.

La mancanza di lungimiranza da parte dell’Amministrazione Comunale che, pur conoscendo le dinamiche relative al centro storico, risulta evidente: privare l’Istituto Comprensivo Santa Marta di un numero di iscritti così elevato porterà, nel giro di qualche anno, all’impossibilità di mantenere l’autonomia scolastica e quindi ad un ulteriore smembramento dei vari plessi, la mancanza di continuità didattica per gli alunni e la perdita di vari posti di lavoro”.

Per la Cgil sarebbe stato opportuno tenere in considerazione le eventuali proposte dei Dirigenti scolastici per l’approvazione di quanto stabilito in precedenza per non danneggiare ulteriormente Istituzioni scolastiche che oltretutto, così come stabilito nell’Art  1, comma i, del D.A. n. 4774 del 18/09/2019 della Regione Sicilia, essendo state già oggetto di dimensionamento negli ultimi tre anni, non avrebbero dovuto essere oggetto di revisione.

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