La crisi degli enti locali dell’area iblea sotto i riflettori nel corso del convegno promosso da Ust Cisl e Fp Cisl Ragusa-Siracusa

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“Crisi Enti locali – opportunità e soluzioni per dipendenti e cittadini”. Questo il tema del convegno organizzato ieri dall’Ust Cisl Ragusa Siracusa e dalla Cisl Fp territoriale nel corso del quale sono stati accesi i riflettori su un tema che riguarda l’intera comunità, dipendenti e cittadini insieme. La Cisl ha messo assieme sindaci, commissari dei Liberi consorzi, tecnici, gli stessi lavoratori, anche della provincia di Ragusa, per ascoltare le diverse letture di un problema che mette a rischio la tenuta di molti centri del nostro territorio, la stabilità occupazionale ed economica di tanti lavoratori, per non parlare degli stessi servizi da garantire ad ogni cittadino. “Più di 250mila persone nelle province di Siracusa e Ragusa – ha detto il segretario generale della Cisl Fp Ragusa Siracusa, Daniele Passanisi – vivono con lo spettro di una mannaia che si allunga sulla loro testa a causa del blocco di una serie di servizi tipicamente erogati dai Comuni; dagli asili nido all’assistenza a disabili e anziani, e per il rischio di perdere il posto di lavoro, passando per il tunnel della mobilità. Si tratta di una popolazione agonizzante che risiede in enti locali in dissesto finanziario o pre-dissesto”.
Sono realtà come Acate ad aver dichiarato il dissesto. In pre-dissesto, invece, abbiamo Comuni come Modica, Monterosso Almo, Pozzallo e Scicli. E il Libero consorzio comunale di Ragusa non se la passa meglio, se si pensa che ha chiuso il bilancio consuntivo 2018 in negativo con un disavanzo di amministrazione di 2 milioni e mezzo di euro. “E’ opportuno – ha aggiunto Passanisi – mettere al centro dell’agenda il riordino dei servizi e delle funzioni, ripristinando l’Osservatorio sugli enti di area vasta, previsto dalla legge regionale 15/2015 ed istituito purtroppo solo sulla carta. Poi bisogna eliminare il prelievo forzoso, la causa maggiore di questi mali, unitamente ad un serrato negoziato con il Governo nazionale sulle competenze relative alla tassazione locale e al contributo statale, indispensabili per il funzionamento di questi enti. C’è una congiuntura che ha portato alla crisi finanziaria dei Comuni, certificando il fallimento del federalismo fiscale che, nato con i migliori intenti relativi a principi di responsabilità di spesa e maggiore efficienza, si è trasformato sia in un vero e proprio salasso fiscale per i cittadini al quale, purtroppo, non è corrisposto una fornitura dei servizi di qualità, sempre più ridotti al lumicino; sia in una situazione sempre più drammatica per gli operatori delle cooperative, che, come sappiamo, sostituiscono i Comuni nel garantire il welfare socio-sanitario oggi sull’orlo del fallimento, perché non vengono pagati da anni; sia in un taglio delle piante organiche e anche delle retribuzioni accessorie, diventate ormai una chimera, che non vengono erogate dagli anni 2014/2015; sia in un sostenibile disagio dovuto alla ritardata erogazione degli stipendi”.
E il segretario generale dell’Ust Cisl Ragusa Siracusa, Paolo Sanzaro, ha aggiunto: “Ci sono due aspetti che bisogna considerare in maniera attenta. Da una parte la diminuzione, di circa 600 milioni di euro in dieci anni, dei fondi che la Regione eroga ai Comuni. Di contro, a questo si aggiunge la grande difficoltà a recuperare i tributi. Un corto circuito che rischia, in pochi anni, di far saltare un sistema democratico incentrato sul Comune come governo di una comunità. Riteniamo, a questo punto che la politica, le forze sociali, il governo della Regione, diano insieme un segnale di svolta con un indirizzo ben preciso. Serve un equilibro, serve comprendere che l’ente locale è il fulcro della comunità; è il luogo dove si adottano strategie di sviluppo, si indirizzano interventi al servizio della qualità della vita di ogni singolo cittadino, dai bambini ai giovani, dai pensionati ad intere famiglie”.
I lavori hanno visto la partecipazione, tra gli altri, dell’assessore regionale delle Autonomie locali, Bernadette Grasso, intervenuta in collegamento telefonico, oltre a sindaci e deputati dell’area iblea, senza dimenticare le conclusioni affidate a Luigi Caracausi, componente della segreteria nazionale della Cisl Fp, il quale ha messo in rilievo quali sono le azioni che il sindacato sta portando avanti a livello nazionale nei confronti del Governo allo scopo di fornire delle risposte all’altezza delle necessità dei territori perché non si corra il rischio, oggi purtroppo molto presente, dello stravolgimento e scompaginamento sociale.

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