Io Ci Sono…..e tu? Un centro diurno per i ragazzi dell’Anffas di Modica

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Da mesi l’Anffas onlus di Modica ha avviato una campagna di crowdfuning per ristrutturare i locali di quello che, speriamo, diventerà il   nuovo centro diurno.

Sui nostri canali social è possibile fare una donazione, in molti punti vendita della città  sarà capitato di trovare i salvadanai con il logo dell’associazione, oppure sul   sito internet www.anffasmodica.it/sostienici, è stato  lanciato più di un appello per richiedere un piccolo gesto di solidarietà alle aziende e ai cittadini del territorio.

“Questa campagna ci sta  particolarmente a cuore – spiega il presidente, Giovanni Provvidenza –  soprattutto per le ragioni che spingono l’Anffas a voler diventare centro diurno e che andiamo ad illustrare.

Innanzitutto, la volontà di poter diventare una “famiglia” sempre più grande. Diverse sono infatti le richieste di nuovi ingressi che ci pervengono anche da altre città del distretto.

Spazi più ampi ci permetterebbero di poter accogliere al meglio i nostri ragazzi (sia quelli che già frequentano il nostro centro sia quelli che lo frequenteranno), superando il concetto di “diagnosi” e differenziando le attività in funzione delle specifiche e personalissime potenzialità di ciascuno.

Ognuno di loro ha, infatti, interessi, gusti, capacità che sono diverse da quelle degli altri (che pure hanno la stessa patologia) e che merita di poter esplorare ed affinare.

Sono tanti i progetti che già abbiamo in mente e che vorremmo avviare: un potenziamento del laboratorio di cucina, che consentirebbe ai ragazzi di consumare i pasti in sede ed affinarne le autonomie, o un laboratorio di ceramica, senza naturalmente abbandonare le attività esterne già proficuamente avviate che ci consentono di fare rete e includere realmente i nostri ragazzi nel territorio.

Ancora, ci piacerebbe poter allestire uno spazio “protetto” dedicato ai più piccoli in cui poter svolgere attività strutturate specificamente per loro.

Non pensiamo soltanto ai bambini con disabilità cognitiva ma anche a BES e DSA.

Chi si occupa di disabilità e sostiene le famiglie, infatti, non può tralasciare nessuna fase del ciclo di vita della persona, specie una così importante e delicata per lo sviluppo.

In questi anni la nostra associazione è cresciuta poco a poco, riuscendo a raggiungere traguardi che non credevamo possibile e ciò si deve soprattutto alla generosità di quei tanti che, con gesti anche molto piccoli, ci hanno sostenuto.

Vi chiediamo di sostenerci ancora una volta in questa nuova “sfida”, in quanto le ragioni esposte, che ci motivano nell’andare avanti in questo percorso, in fondo sono tutte riconducibili ad una, che è anche la nostra mission: offrire alle famiglie ma soprattutto ai nostri ragazzi servizi sempre migliori e sostegni sempre più adeguati, in ogni fase del loro ciclo di vita”.

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