Operazione “Plastic Free” a Vittoria. Il TdR annulla altre tre ordinanze

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Altre tre ordinanze a carico degli indagati nell’operazione “Plastic Free” eseguita lo scorso 24 ottobre a Vittoria, sono state annullate dal Tribunale del Riesame di Catania. Il nuovo provvedimento riguarda, stavolta, Salvatore Minardi, 24 anni, che era ai domiciliari, difeso dagli avvocati Saverio La Grua e Matteo Anzalone, Crocifisso Minardi, 54 anni, detto Lucio, rinchiuso nel carcere di Siracusa, difeso dall’avvocato Maurizio Catalano, e Salvatore Minardi, 45 anni, fino a poche ore fa detenuto sempre nel carcere aretuseo, e anche lui difeso dall’avvocato Catalano. A questo punto sono cinque le ordinanze annullate dai magistrati catanesi considerato che prima erano venute meno anche quelle a carico di Andrea Marcellino, 45 anni, e di Francesco Farruggia, 42 anni, entrambi di Vittoria.  L’operazione riguarda pressioni mafiose nella gestione del riciclo della plastica dismessa dalle serre e non solo, nell’ambito di un giro milionario che dal territorio ibleo arrivava fino a Catania e Roma, dove operavano soggetti cinesi che producevano oggetti, anche dagli scarti tossici e potenzialmente dannosi per la salute dell’ignaro utente finale.   “Plastic free” ha scoperchiato un verminaio di interessi economici che venivano portati avanti anche tramite intimidazioni, minacce e, in alcuni casi, attentati incendiari. Sullo sfondo si stagliava l’ombra lunga della “Stidda”, il clan tristemente famoso per le sanguinose stragi mafiose degli anni 80 quando, nell’ambito della continua guerra tra cosche, non si contavano i cadaveri da Gela a Vittoria. E proprio i clan “stiddaro” voleva pian piano ricostituire Claudio Carbonaro, pentito vittoriese e reo confesso di diversi omicidi, che, dopo la fine del programma di sicurezza cui era stato sottoposto, aveva messo su il giro della plastica dismessa, conferendo all’organizzazione, ancora in fase embrionale, una facciata di rispettabilità, rispetto alla precedente fama sanguinaria.

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