Laura Gulia, sismologa italiana: “Un giorno prevederemo tutti i terremoti! di Francesco Roccaro

E’ più antica del mondo, la paura dell’uomo di essere inerme davanti le catastrofi della natura. Nel corso dei secoli però, grazie allo studio, all’ingegno , alla scienza e alla corsa sfrenata alla tecnologia d’ogni tipo, l’essere umano ha cercato di “difendersi” quanto più possibile dall’ineluttabile. Una specie di lotta continua verso le catastrofi naturali, verso i pericoli, verso l’imponderabile, per allontanare il più possibile l’odiata morte.

Il terremoto si sa, è l’evento probabilmente più temuto, proprio per la sua temuta natura di imprevedibilità. In tanti anni di studio ed applicazioni tecnologiche, facoltà universitarie e dipartimenti appositi creati dai vari governi , hanno cercato in tutto il mondo, di collaborare per creare un “ fitta rete” di dati, al fine di monitorare e scongiurare questo catastrofico e temibile evento. Paesi come il Giappone ad esempio convivono giornalmente con i terremoti, e la popolazione ha imparato nel tempo a saper sopravvivere e a coesistere con questo imponente evento naturale. E’ chiaro che l’antico sogno dell’uomo è quello di saper prevedere e quindi “diminuire drasticamente il violento impatto dei sismi ed è stata questa quindi l’idea fissa che ha corroso le menti ti tanti scienziati e ricercatori applicati giornalmente allo studio della sismologia. Laura Gulia, sismologa italiana di 43 anni è una di queste. Il suo ingegno ed impegno l’ha portata a cofirmare insieme alla collega Stefan Wiemer del Politecnico di Zurigo, a redigere un’interessante ed innovativo studio sulla “ prevedibilità dei terremoti ”. Lo studio è stato ritenuto scientificamente valido, tanto da esser pubblicato , alcune settimane fa, sulla prestigiosa rivista “ Nature” con la distribuzione in tutto il mondo.

Secondo le due ricercatrici è possibile tenere sotto controllo un parametro, una specie di “ lampada spia”, che indica lo status dei terremoti. Questo parametro è stato chiamato “B-Value”, ed è direttamente proporzionale con lo stato di stress della crosta terrestre ( sulla quale poi si verificano i terremoti) e dei suoi vari componenti ( terra, rocce, metalli , ecc….ecc….). Giulia insieme allo staff di ricerca, ha analizzato in laboratorio una serie di campioni di roccia , studiando le varie caratteristiche fisico-chimiche. In questo studio il gruppo di ricerca ha notato che il “B-value” di ogni roccia ad esempio, si abbassa di livello subito prima della rottura della roccia stessa. In uno studio pubblicato a dicembre del 2018 ,il gruppo di scienziati è riuscito a dimostrare una valida ipotesi che indica lo stesso tipo di condotta proprio nelle rocce presenti in natura e, partendo da questo dato , è stato così edificato un modello comportamentale molto affidabile. Per fare un esempio pratico è stato osservato che se, dopo un terremoto di magnitudo superiore o uguale a 6, il “B-Value” non si accresce, questo indice può essere utile ad affermare con certezza che un terremoto di magnitudo superiore a 5/6 di magnitudo dovrà (purtroppo) ancora verificarsi. E per questo motivo, è possibile anche individuare l’area , più o meno circoscritta, dove questo sisma avverrà La cosa più incredibile è che l’accuratezza di questa previsione è indicata al 95 per cento!

Immaginate quindi l’applicazione pratica di tale fantastica scoperta della ricercatrice italiana e Co. Il modello applicato raffigura un importante sostegno per tutte le organizzazioni mondiali governative di Protezione Civile. S’immagini cosa significa riuscire a prevedere area ed intensità di un sisma. Potrebbero essere prese importanti decisioni in maniera più affidabile e senza spreco di tempo, il che tradotto in maniera semplice, significherebbe ad esempio, poter evacuare o no un’intera area interessata, salvando migliaia di vite umane. “E’ chiaro –aggiunge la dott.ssa Gulia – bisogna ancora essere prudenti , non abbiamo ancora trovato la soluzione finale al problema terremoti, ma certamente questo studio è un gran passo avanti.” E aggiunge ancora: “ Come succede per ogni nuova scoperta, è indispensabile proseguire una serie di prove prima che il modello possa essere applicato definitivamente. Per questo motivo sono essenziali dati di enorme qualità tecnica ed elevata affidabilità . Un punto a sfavore è che al momento, il nostro modello può essere applicato solo in alcune aree geografiche del pianeta. Abbiamo studiato Italia, California e Giappone. Ad esempio quest’ estate abbiamo magnificamente applicato lo studio e verificato una sequenza sismica californiana: i risultati sono stati davvero entusiasmanti !“.

Analizzando il sistema lavorativo di Laura Gulia, ci rendiamo conto che la ricercatrice non ha contratti a tempo indeterminato, cioè non dipende da nessuno. Ella infatti, è una consulente scientifica free-lance e non una ricercatrice a tempo pieno, dipendente da Strutture, Enti statali o società compartecipate. Ovviamente ciò è solo per autonoma scelta della sismologa. Questa soluzione permette infatti alla scienziata fiorentina, di conciliare il lavoro con la casa e la famiglia. Purtroppo ( dobbiamo ancora una volta sottolinearlo ) tutto questo avviene fuori dalla nostra nazione. Al Politecnico di Zurigo, in fatti Laura ha trovato un habitat di lavoro ideale, precisissimo nell’applicazione lavorativa, ma molto attento ai bisogni familiari. Infatti, la ricercatrice fa la spola ma continua a vivere a Firenze, col marito Gianfranco (ricercatore anche lui) e lo splendido figlioletto Cosimo. Forse sta proprio qui segreto “ tutto italico “ di Laura Gulia: sentirsi utilissima e al centro di un’importante progetto internazionale, riuscendo nel contempo, ad avere le carezze e l’amore dei propri cari sempre vicini. Del resto, con questa formula, una certa Marie Curie, qualche tempo fa (non tanto lontano), riuscì a cambiare le sorti della diagnostica nella medicina e a dare una mano santa per il futuro al mondo.

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