HUMANITAS…di Pierpaolo Galota. Chernobyl, da non sottovalutare

Recentemente è andata in onda la serie TV «Chernobyl» coprodotta da HBO e Sky, che racconta il gravissimo incidente nucleare avvenuto nella centrale V.I. Lenin il 26 aprile 1986.

«Chernobyl» è stata considerata dal pubblico una delle migliori serie televisive del 2019, infatti ha anche trionfato agli Emmy, i cosiddetti Oscar del Piccolo Schermo.

Effettivamente questa serie,  un misto fra film e documentario, può essere considerata un vero mito post-moderno. Questa racconta con attenzione come si sono svolti i fatti riguardanti il più grande disastro nucleare europeo. Gli autori giocano abilmente le loro carte facendo entrare in prima persona lo spettatore, attraverso i dialoghi, i volti degli attori, i colori e i suoni; questa volta gli effetti speciali, a cui attingono quasi tutte le grandi serie televisive, hanno giocato un ruolo di secondo piano.

L’intento degli autori riesce bene, nonostante ci siano alcuni elementi criticabili. Colpisceinoltre come è in corso la registrazione di una «contro serie» contenete la versione russa dei fatti.

Le cinque puntante della serie mettono in campo diverse tematiche di alto spessore.Sperandoinducano gli spettatori a piccole riflessioni, su quanto sia accaduto. Vengono messe in risalto: la manipolazione dei dati e delle informazioni da parte delle autorità nel gestire la crisi, il bisogno di trovare un nuovo paradigma per comprendere le vicende drammatiche che non sono generate dalla natura, ma bensì dall’uomo, la dura realtà delle migliaia di volontari che si sono sacrificati per arginare i danni di questo disastro, le radiazioni cioè il prezzo da pagare riguardo agli effetti derivati dall’esplosioni.

Il film racconta, attraverso l’ausilio anche di elementi fantasiosi, la dura realtà che si ha difronte a disastri del genere, l’uomo può«creare» senza limiti, ma non riesce sempre a «controllare» senza limiti, senza dimenticare che in «ogni cosa che un uomo fa lascia la propria impronta sul mondo» (A.J. Heschel, Grandezza morale e audacia di spirito, 290).

Il problema più grande che «Chernobyl» tenta di mettere in luce è il rapporto tra scienza e politica, un rapporto particolare, non sempre facile da comprendere, ma qui si tenta di sottolineare come questi due aspetti della vita umana, debbano trovare un dialogo al fine di prendere decisioni responsabili nei confronti delle popolazioni.

Come ogni serie televisiva, che racconta fatti realmente accaduti, ci saranno delle differenze con il reale svolgimento dei fatti, ma ciò non toglie che in qualche modo le cose siano andate realmente così: il disastro di Chernobyl rimane uno dei più gravi della storia dell’umanità dopo la seconda rivoluzione industriale.

Sono trascorsi ben 33 anni da quella lunga notte, l’esplosione del reattore 4 della centrale elettrica nucleare di Chernobyl, rimane la più grande catastrofe nucleare europea, poteva essere ancora più grave se non ci fossero stati uomini e donne che con coraggio e tenacia avrebbero sacrificato la propria vita. Si tratta di eroi silenziosi che hanno messo al primo posto la cura della casa comune e milioni di vite umane da salvare.

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