Abbandono e degrado nell’ex convento Sant’Antonio. Allarme da Tanit e Centro studi e documentazione Scicli

Da anni alligna sulla sommità della cupola gotica risalente al 1400. E’ un albero di mandorlo che segue inesorabile l’alternarsi delle stagioni e che assiste, dall’alto, ai continui crolli che si susseguono nell’ex convento Sant’Antonio, ai margini del torrente Modica-Scicli. Ieri l’appello dell’associazione Tanit e del Centro studi e documentazione Scicli, due nuovi soggetti artefici di un grande risveglio culturale in città. Sono loro a lanciare l’ennesimo allarme nel tentativo di richiamare le attenzioni su una perla rara per la città di Scicli e per l’intero Val di Noto. A definirla perla rara è lo stesso presidente di Tanit, Vincenzo Burragato. “Perla rara perchè nel Val di Noto i resti di un’edilizia antecedente al terremoto dell’11 gennaio 1693 si contano sulle dita di una mano – afferma – oggi abbandono e degrado albergano fra i ruderi della stupenda costruzione tardomedievale, databile alla seconda metà del 1300, con la cupola gotica del 1400 e proprietà privata dal 1866, dove cresce un albero di mandorlo. L’incuria che vi regna ci ha costretti a revocare la passeggiata culturale che avevamo programmato per lo scorso 8 settembre”. Il monitoraggio costante sullo stato dell’immobile è opera del giovane Davide Militello del Centro studi e documentazione Scicli che utilizza un drone per conoscerne ogni angolo e registrare eventuali nuovi crolli. “L’ex convento di Sant’Antonio è stato sottoposto, nel 1993, a vincolo da parte dell’Assessorato regionale ai beni culturali perchè di notevole interesse storico ed artistico e perchè pregevole testimonianza architettonica sia per quanto riguarda il suo insieme sia per quanto riguarda i singoli elementi che ne compongono la chiesa, la cappella, il convento ed il loggiato – conclude Vincenzo Burragato – speriamo che il nostro appello venga raccolto. Nei cassetti del Comune c’è un progetto di Parco fluviale che insisterebbe sul fondovalle del torrente Modica-Scicli costeggiando l’ex convento”.  

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