HUMANITAS…di Pierpaolo Galota Un sinodo dallo sguardo profetico

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Il 6 ottobre 2019 si è aperto ufficialmente, in Vaticano, il Sinodo dei Vescovi per la regione Panamazzonica. Un sinodo che esprime pienamente, ancora una volta, l’universalità della Chiesa e soprattutto l’interesse per le periferie, di qualsiasi genere, che sono presenti nel mondo e che non possono restare ai margini.

La Chiesa non vuole rimanere inerte di fronte al grido dei popoli di queste terre, per questo ascolta, riflette e agisce. Si tratta di un Sinodo, particolare, perché è interamente dedicato a un territorio molto importante per tutto il pianeta: la regione amazzonica. È un sinodo che esprime realmente l’amore della Chiesa universale per i popoli che lì vi abitano; i quali sono chiamati a custodire e preservare questi territori dalle mani divoratrici presenti nel mondo, in particolare quella del profitto e del guadagno a discapito di vite umane e della natura.

Il Sinodo per la terra amazzonica non riguarda soltanto le situazioni che la Chiesa vive in quel territorio, che sono molto importanti per poter dare sempre più qualità all’Evangelizzazione dei popoli, ma si occuperà anche della situazione in cui versa il polmone verde della terra, che troppe volte viene maltrattato. Il sinodo sull’Amazzonia risulta essere così un sinodo dal sapore ecologico.

Da tempo la Chiesa si è impegnata in cammini che hanno messo al centro la cura della Casa comune,la “Laudato sii”, lettera enciclica di Papa Francesco resa pubblica qualche anno fa, è soltanto la punta di un iceberg, in cui al di sotto ci sono studi e impegni portati avanti da uomini e donne per preservare sempre più i doni che Dio ha concesso a tutti.

Questo Sinodo vuole mettere in luce a 360° la reale situazione dei popoli e della terra amazzonica, maltrattati ancora oggi a causa di una logica di profitto sbagliata. L’assemblea dei vescovi vuolemettere sotto lo sguardo di tutti la reale situazione: che la terra amazzonica è stata più volte colonizzata più che evangelizzata. E che il fuoco che l’ha bruciata non è servito per scaldare il cuore dei popoli nativi, ma semplicemente quello dei profitti di multinazionali e di governi senza scrupoli.

Il Sinodo è la testimonianza che in Amazzonia si è combattuto fino in fondo, e che questi popoli non si arrendono, e che pertanto questa terra va difesa e soprattutto amata, come hanno fatto i primi missionari.

In suo discorso Papa Francesco ha affermato: “Annunciare il Vangelo è vivere l’offerta, è testimoniare fino in fondo, è farsi tutto per tutti, è amore fino al martirio”, e questo i primi missionari, che dopo la scoperta delle nuove terre, si addentrarono nel polmone verde della terra lo hanno sperimentato fino in fondo. L’Amazzonia, infatti, ha sì il cuore verde, ma qua e là ha macchie rosse: il sangue die missionari, che hanno dato la vita per questa terra, e dei nativi uccisi perché hanno cercato di difendere la loro casa.

Il Sinodo non è un’assise per trovare la soluzione a tutti i problemi che attanagliano questa terra, è piuttosto il momento per dare voce a chi voce non ha; è cercare rispetto per la storia e la cultura nativa, che da sempre vive in quelle terre e che lì soffre, geme e spera, e non può essere uccisa per il semplice guadagno di pochi.

Papa Francesco richiama i padri Sinodali ad avere l’atteggiamento di coloro che entrano in una nuova realtà “in punta di piedi”, e afferma: “siamo venuti per contemplare, per comprendere, per servire i popoli. E lo facciamo percorrendo un cammino sinodale, lo facciamo in sinodo, non in tavole rotonde, non in conferenze e ulteriori discussioni: lo facciamo in sinodo, perché un sinodo non è un parlamento, non è un parlatorio, non è dimostrare chi ha più potere sui media e chi ha più potere nella rete, per imporre qualsiasi idea o qualsiasi piano”.

Non è una gara a chi fa qualcosa in più o in meno per salvare il pianeta, ma questo Sinodo vuole guardare la realtà con uno sguardo diverso, uno sguardo profetico, che doni all’Amazzonia vita, dignità e riscatto dai troppi “peccati ecologici” – dalla deforestazione massiccia fino all’inquinamento. Il Sinodo vuole dare voce a chi non ha voce, dare eco a un grido che da anni proviene da quelle terre e che non può essere più sottaciuto!

 

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